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Coronavirus, il numero dei contagiati in Italia aumenta: i casi in Lombardia e Veneto

Sedici persone sono risultate positive al Covid-19. Con i tre ricoverati allo Spallanzani di Roma, l'Italia è la nazione europea con più infezioni

Ci sono sedici nuovi casi confermati di nuovo coronavirus in Italia: quattordici in Lombardia e due in Veneto. I contagiati in Veneto sono due persone di un paese in provincia di Padova: sono già in isolamento all’ospedale di Padova. Il governatore del veneto Luca Zaia ha detto che «sono due cittadini di Vò Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, che non sono stati in Cina di recente e che uno dei due è in condizioni critiche». Con i due casi confermati in Veneto e i 14 in Lombardia sale a 19 il numero dei contagi da coronavirus in Italia, che, stando ai dati della Johns Hopkins University, diventa la nazione con più casi registrati in Europa.

«Siamo preoccupati, ho parlato col sindaco di Vò Euganeo per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto – ha detto a Padova Zaia – Non bisogna diffondere il panico ma prima regola è l’isolamento». I due pazienti sono stati trasferiti dall’ospedale di Schiavonia e ricoverati in quello di Padova. «Lavoriamo anche sul fronte dell’eventuale necessità di una struttura dedicata a eventuali contagiati, perché non sappiamo qual è l’entità del contagio».

In Lombardia risultano contagiati dal coronavirus il paziente 38enne, la moglie incinta, il figlio di un barista di Castiglione d’Adda e tre clienti del bar. Sono inoltre risultate positive altre otto persone, fra cui 5 operatori sanitari e tre pazienti dell’ospedale di Codogno dove erano stati ricoverati i primi contagiati.

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Il «paziente zero», un manager di 28 anni che lavora in una società di Fiorenzuola d’Arda, tornato dalla Cina il 21 gennaio, sta bene ed è risultato negativo al controllo. Dunque, non è ancora certo che sia stato lui a contagiare il primo uomo ricoverato: anche per questo motivo le autorità stanno ricostruendo tutti i contatti avuti dall’uomo nelle ultime settimane.

Dieci i comuni del Lodigiano ‘isolati’, per un totale di 30 mila persone, i maggiori dei quali Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo dove sono stati chiusi scuole, uffici comunali e bar. La Regione ha invitato tutti gli abitanti a «restare a casa». Annullate, ha spiegato il ministro Speranza, «tutte le manifestazioni pubbliche e le attività commerciali se non di prima necessità, chiuse le aziende e sospese le attività ludiche e sportive». Chiuse scuole e asili. «Stiamo mettendo in isolamento circa 250 persone entrate in contatto con i contagiati e stiamo effettuando il tampone», ha spiegato l’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera.

Un’ordinanza del ministero della Salute prevede «la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva» per chiunque nei precedenti 14 giorni sia arrivato in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia e impone «l’obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato nelle aree suddette». Quindi, chi è tornato dalla Cina nelle precedenti due settimane deve dirlo e deve stare a casa. «Il mancato rispetto delle misure previste costituirà una violazione dell’Ordinanza». Chi ha sintomi influenzali o problemi respiratori deve contattare il numero 112.

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