ItaliaPrimo Piano

Coronavirus, quale mascherina scegliere per evitare il contagio

Per essere efficaci devono essere filtranti, certificate CE e coprire naso, bocca e mento. L’uso aiuta a limitare la diffusione del virus ma solo in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani

Per strada, ormai, sono comparse numerose e sono introvabili in molte città: parliamo delle mascherine filtranti. E nonostante l’appello dell’Oms a evitarne l’acquisto perché inutile per i normali cittadini in molti ne hanno fatto scorta nei negozi. L’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda, infatti, di utilizzarle solo nei casi in cui si sospetta di aver contratto il nuovo coronavirus e sono presenti sintomi quali tosse o starnuti, nonché se ci si prende cura di una persona con sospetta infezione da Covid-19 (viaggio recente in Cina e sintomi respiratori). L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, il governo con un decreto isola le zone dei focolai

Per essere efficaci contro il coronavirus, però, devono coprire il naso, la bocca e il mento, e devono essere dotate di specifiche certificazioni e conformi a precise norme. In pratica solo per fare un esempio le classiche maschere da chirurgo non servono a nulla. A chiarirlo un position paper dell’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuali e collettivi. Interpellato dal Sole 24 Ore, il vicepresidente di Assosistema Safety Alberto Spasciani ha spiegato: «Spesso, specialmente nei grandi centri commerciali, si trovano mascherine non classificabili come dispositivi di protezione individuale e perciò non efficaci contro il coronavirus Attenzione, quindi, a scegliere prodotti conformi ed efficaci con informazioni verificate e coerenti».

L’Oms prescrive un dispositivo conforme alla norma EN 149 con valida marcatura CE seguita dal numero dell’organismo di controllo che ne autorizza la commercializzazione.«Ci sono diverse tipologie di prodotto – continua Spasciani – quelle consigliate sono Ffp2 e Ffp3 che hanno un’efficacia filtrante del 92% e del 98%».

Tra i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, vi sono le maschere di protezione respiratoria che devono essere impiegati quando nelle lavorazioni con esposizione a materiale aerodisperso, in forma di particelle (polveri, fibre, fumi, nebbie), i rischi connessi con l’esposizione non possono essere evitati o sufficientemente limitati. Sono dotate di un filtro “antipolvere” attraverso cui l’aria passa e viene depurata dal materiale in sospensione rendendola adatta alla respirazione.

Tra queste tipologie di mascherina ci sono le semimaschere filtranti antipolvere: si tratta di dispositivi che coprono il naso, la bocca e il mento, costituiti interamente o in larga parte da materiale filtrante e idonei a proteggere contro gli aerosol sia solidi sia liquidi. Queste caratteristiche tecniche le rendono particolarmente diffuse nelle strutture sanitarie, anche per prevenire il contagio del personale medico e paramedico da agenti infettivi, e rappresentano un mezzo importante di protezione contro il rischio biologico. Quindi anche contro il contagio dal coronavirus.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi