Coronavirus, Gualtieri: «Aiuti per 3,6 miliardi»

Dal credito d’imposta per le aziende che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 25% alla cassa integrazione in deroga: il ministro dell’Economia annuncia un nuovo decreto a sostegno dei settori più colpiti

Un pacchetto di risorse da 3,6 miliardi, pari allo 0,2% del Pil, con interventi che saranno concordati nei prossimi giorni con parti sociali, associazioni di categoria ed enti locali. Il governo è pronto per la fase due dell’emergenza coronavirus, annuncia il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Stanziamenti aggiuntivi per i quali sarà chiesta l’autorizzazione parlamentare e compatibili con la flessibilità del patto di stabilità: «Non ho ragione di temere che Bruxelles possa contestare la nostra richiesta», ha detto Gualtieri.

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Entro venerdì 6 marzo il governo Conte, stando alle parole del ministro dell’Economia riportate da la Repubblica, varerà un nuovo decreto legge «a sostegno dei settori più colpiti dagli effetti del Covid-19». Un pacchetto di misure straordinarie che segue il decreto varato dal Consiglio dei Ministri contenente lo stanziamento di 900 milioni per i comuni più colpiti dall’epidemia.

Ma a contestare la nuova cifra predisposta, il leader della Lega Matteo Salvini torna all’attacco del governo Conte e del ministro Gualtieri: «Altro che 3,6 miliardi… Per aiutare seriamente, e in tutta Italia, imprese e famiglie italiane in difficoltà per il virus servono subito almeno 20 miliardi. E se l’Europa dicesse “No”, sarebbe un oltraggio inaccettabile».

Sulla stessa linea Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera: «Non bastano i rinvii di tasse e bollette per le ‘zone rosse’, gli aiuti per i settori colpiti devono riguardare tutta Italia e devono essere effettive misure di sostegno economico. Quanto allo sforamento del deficit, farlo per soli 3,6 miliardi è largamente insufficiente. La crisi causata dal Coronavirus metterà a dura prova la nostra economia, servono molti più miliardi e interventi immediati per tutto il Paese». La Cgia di Mestre ha stimato che serviranno «almeno 10 miliardi di euro per evitare di scivolare verso una pesantissima recessione».

Attualmente le misure sono ancora in fase di definizione, ma il ministro Gualtieri ha preannunciato un ampio ventaglio di proposte da sottoporre al vaglio delle parti sociali, delle associazioni di categoria e degli enti locali, nonché del Parlamento, che dovrà autorizzare o meno questo stanziamento aggiuntivo «in via del tutto eccezionale». Tra le ipotesi preannunciate da Gualtieri si va «dal credito d’imposta per le aziende che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 25% (come si è fatto per il terremoto), a riduzioni delle tasse. Dal contributo aggiuntivo per i fabbisogni operativi del servizio sanitario nazionale, alla Cassa integrazione in deroga».

«Nessuno dovrà restare senza cure o perdere il lavoro per il coronavirus», ha detto Gualtieri. Inoltre il ministro dell’Economia ritiene improbabile che l’Europa blocchi tale misura, data «la cifra coerente e sostenibile, calcolata con criteri oggettivi e commisurata a esigenze reali». Tuttavia, qualora l’emergenza dovesse prolungarsi o accentuarsi il Governo italiano è pronto a chiedere all’Europa di agire con maggior vigore, mettendo in atto misure coordinate non solo per i singoli Stati, ma a livello europeo. Misure che potrebbero comprendere «riduzioni d’imposta e maggiori spese pubbliche».

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