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Il piano di Bloomberg per vincere le primarie è fallito

Aveva scommesso tutto sul Super Tuesday ma ha perso e ora «valuta il futuro della sua campagna» pensando addirittura di lasciare la corsa per appoggiare Joe Biden

Il Super Tuesday è stato il giorno di Joe Biden che ha portato a casa nove dei 14 Stati al voto per le primarie dem negli Stati Uniti. Bernie Sanders, dato per super-favorito, è riuscito comunque ad ottenere lo stato più popoloso d’America, la California. Delusione per Bloomberg che aveva rinunciato ai quattro appuntamenti elettorali precedenti proprio per concentrarsi sul Super Martedì, ottenendo soltanto le ininfluenti Samoa Americane. Male anche Elizabeth Warren, che ha perso anche nel suo Stato, il Massachusetts andato a Biden.

Micheal Bloomberg aveva scommesso tutto sul Super Tuesday. Per concentrarsi sull’importante appuntamento elettorale aveva rinunciato alla corsa nei primi quattro Stati che sono andati al voto: Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina. E ha già speso per la sua campagna dieci volte in più dei suoi rivali.
Ma ha perso. Bloomberg non ha preso nessuno dei 14 Stati in palio andati dieci a Joe Biden e quattro a Bernie Sanders. E in alcuni Stati, l’ex sindaco di New York non è arrivato nemmeno al 15%, soglia di sbarramento per ottenere dei delegati.

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Bloomberg è una delle persone più ricche al mondo, e il New York Times ha scritto che per il suo comitato elettorale aveva messo a disposizione un budget «praticamente illimitato». Secondo le ultime stime ha speso circa mezzo miliardo di dollari, una cifra incomparabile rispetto ai suoi avversari, usandoli soprattutto per comprare spot elettorali un po’ dappertutto, fra tv, radio e social network. Bloomberg aveva anche offerto contratti molto ricchi a chi ha deciso di lavorare per lui, così da attirare le persone più brillanti e talentuose sul mercato, e aveva comprato uno spot da un minuto trasmesso nell’intervallo del Super Bowl, lo spazio in assoluto più ambito dagli inserzionisti e il più costoso della televisione statunitense. Ma non è bastato.

«Non è andato come speravamo», ha detto uno dei collaboratori di Bloomberg, secondo quanto riporta la Cnn. Che cosa è andato storto nella sua campagna? Forse un ingresso tardivo nella corsa e il flop del dibattito in Nevada in cui, secondo gli analisti, non sarebbe stato convincente nelle reazioni agli attacchi degli avversari. Poi probabilmente l’appoggio di Pete Buttigieg e Amy Klobuchar a Biden alla vigilia del voto.

I risultati di Bloomberg sono stati particolarmente sorprendenti, in negativo, anche in alcuni stati dove aveva concentrato i suoi sforzi, convinto che avrebbe potuto vincere. In Virginia aveva speso 18 milioni di dollari per trasmettere spot elettorali in tv e in radio, circa 50 volte la cifra spesa dal comitato di Biden. È finita che Biden ha ottenuto il 53,2% dei voti, contro il 9,6% di Bloomberg. Stesso copione in North Carolina, dove è arrivato quarto superato anche da Elizabeth Warren.

Adesso Bloomberg «valuta il futuro della sua campagna», scrivono i media americani, pensando addirittura di lasciare la corsa per appoggiare Biden. «Farò di tutto per battere Trump»: la frase che ha detto all’inizio della sua candidatura – e che ha ripetuto durante la campagna – sembra anticipare questa decisione. Lui stesso non ha escluso l’eventualità di un passo indietro: «Se mi ritiro? Tutto è possibile», ha detto mentre lasciava il County Convention Center di west Palm Beach in Florida.

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