Coronavirus, mercati nel caos. Dobbiamo preoccuparci?

Le borse di tutto il mondo si sono accorte dell'epidemia. Ma gli effetti sulle nostre tasche dipendono dalla categoria di risparmiatori a cui vogliamo appartenere: speculatori o investitori

Dal 19 febbraio di quest’anno le borse di tutto il mondo hanno violentemente invertito la rotta. Tutta colpa, manco a dirlo, di quel maledetto coronavirus che ci ha letteralmente stravolto la vita. Una brutta bestia che ormai scandisce le nostre giornate e che non manca di manifestare i suoi effetti anche nei mercati finanziari.

Dobbiamo preoccuparci? Nì. Dipende dalla categoria di risparmiatori a cui vogliamo appartenere, ovvero se riteniamo di essere speculatori o investitori. Questa preliminare distinzione assume rilievo dirimente in quanto sono ben diversi i rispettivi obiettivi che con le due tipologie di approccio all’investimento si intendono raggiungere.

Lo speculatore è colui che si prefigge l’obiettivo di ottenere lauti guadagni cercando di utilizzare a proprio favore le oscillazioni di breve periodo. Evidentemente, per costui è molto importante osservare l’andamento di breve dei mercati, che potranno procuragli lauti guadagni ma anche forti perdite che possono giungere, nei casi più estremi ma non molto infrequenti, al totale azzeramento del patrimonio. Certo, non è un bel momento per chi dovrà cercare di destreggiarsi in un contesto di volatilità estrema caratterizzata da continui e imprevedibili mutamenti di scenario. Lo speculatore, dunque, in questo periodo, ha seri e giustificati motivi di preoccupazione.

Cerchiamo di capire adesso se cosi è anche per l’investitore. L’investitore è colui che diversifica adeguatamente i propri investimenti, li utilizza nell’ambito di una preventiva programmazione finanziaria, assegnando ad ogni strumento un obiettivo temporale compatibile con le proprie esigenze di spese future. Essendo dunque ben distinti gli approcci all’investimento delle due categorie di risparmiatori, altrettanto ben distinti dovranno essere i periodi temporali oggetto di osservazione. Più precisamente, lo speculatore dovrà guardare al breve periodo che abbiamo qui di seguito “fotografato” con il primo grafico. Riguardo all’investitore, invece, provando a sollevare il nostro sguardo verso l’alto come utilizzando un ideale drone, potremo istantaneamente renderci conto di aver visto null’altro che una “zoommata” (cerchio rosso) dell’ennesima “correzione” momentanea di un naturale percorso di crescita che da sempre caratterizza, seppur in modo irregolare e imprevedibile, l’andamento dell’economia globale e, con essa, quello delle borse (secondo grafico).

In definitiva, come appare del tutto evidente, l’investitore non dovrebbe aver nulla da temere da queste fasi di ribasso momentanee. Anzi, a ben guardare, esse si sono sempre rivelate (col senno di poi) delle straordinarie occasioni d’acquisto. Nessuna preoccupazione dunque per l’investitore? Purtroppo no, i motivi di preoccupazione, come in tutte le crisi, sussistono e non sono di poco conto. Ma il nemico non è il mercato. Il vero nemico si annida nelle nostre emozioni, in quelle condizioni di pessimismo che, oggi più che mai, rischiano di farci compiere quelle tipiche scelte irrazionali con cui, puntualmente, si trasferisce ricchezza da chi agisce in preda alla paura verso chi ha imparato la lezione. Che fare, dunque? impariamo la lezione. Una volta per tutte.

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Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.
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