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Record di contagi in Italia: le misure del Viminale per chi viola i limiti di spostamento

L’ordinanza del ministero dell’Interno interviene per rendere omogenee le iniziative regionali sui provvedimenti contro chi viola le disposizioni del governo. Si rischia fino a tre mesi di arresto o l'ammenda fino 206 euro

L’Italia, con 366 vittime e 7.375 casi accertati totali, è il secondo Paese per numero di contagi e per numero di morti legati al coronavirus dopo la Cina (che ne registra rispettivamente 67 mila e circa 3.000). Lo rivelano i dati della Johns Hopkins University. Per limitare i contagi un nuovo decreto del governo ha esteso divieti e obblighi a tutta la Lombardia e a 14 regioni in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Chi viola le limitazioni agli spostamenti nelle «aree a contenimento rafforzato» rischia fino a 3 mesi o una sanzione fino 206 euro. È quanto previsto della direttiva ai prefetti diramata dal Viminale per un’applicazione «uniforme e concordata» delle norme contenute nel Dpcm.

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La misura è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità) «salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del codice penale: delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica». Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dopo le critiche alle disposizioni prese dalle singole regioni del sud, aveva fatto sapere di essere al lavoro su una direttiva ai prefetti «per dar attuazione uniforme e coordinata delle disposizioni del Dpcm» con le misure per il contenimento del coronavirus «che investono profili di ordine e sicurezza pubblica».

La grande fuga notturna, dal Nord al Sud, di meridionali espatriati per ragioni lavorative e di studio, con il rischio di portare il contagio con loro in quelle regioni di provenienza per il momento ancora molto limitatamente colpite dall’epidemia di coronavirus, ha trovato più di una risposta istituzionale. Dalla Puglia alla Sicilia i governatori hanno disposto l’obbligo di quarantena fiduciaria per 14 giorni per chi decida comunque di tornare dal Nord.

La direttiva del Viminale prevede indicazioni specifiche per i controlli relativi alla limitazione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita e all’interno dei territori “a contenimento rafforzato”, il che significa che gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.

I controlli sul rispetto delle limitazioni agli spostamenti avverranno innanzitutto lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Su autostrade e viabilità principale saranno eseguiti dalla Polizia Stradale mentre Carabinieri e polizie municipali si occuperanno della viabilità ordinaria. Controlli anche alle stazioni, affidati alla Polfer con la collaborazione del personale di Ferrovie, delle autorità sanitarie e della protezione civile: viene prevista una canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni “al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori” con i termoscanner.

Anche negli aeroporti lombardi e delle 14 province, i passeggeri in partenza e in arrivo saranno sottoposti al controllo dell’autocertificazione. Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti nelle aree di sicurezza mentre per quelli in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.

Un capitolo a parte riguarda poi i controlli che verranno effettuati a Venezia per le navi da crociera: i passeggeri non potranno sbarcare per visitare la città, dice la direttiva, ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza. Il Viminale ribadisce infine che spetta al prefetto «il monitoraggio dell’attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni».

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