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Trump dichiara l’emergenza nazionale: «Piano di 50 miliardi per fermare il coronavirus»

La decisione arriva dopo giorni di critiche e polemiche secondo cui la risposta del presidente Usa alla pandemia era stata insufficiente. Intanto sale il numero dei contagi

Solo 48 ore dopo avere rassicurato che «il rischio coronavirus per il popolo americano è basso» e che la situazione era sotto controllo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha convocato una conferenza stampa per dichiarare lo stato di «emergenza nazionale». L’amministrazione potrà usare subito 50 miliardi di dollari, accantonati per le gravi crisi, e semplificare le procedure per attrezzare ospedali e altre strutture sanitarie. La manovra di contrasto si basa sulla partnership tra pubblico e privato con due obiettivi: sperimentare e produrre rapidamente i test per il Covid-19 e distribuirne 5 milioni sul territorio entro il mese.

«Assicureremo massima flessibilità nella lotta al virus e chiederemo agli ospedali di preparare dei piani di emergenza», ha detto Trump, che ha annunciato la sospensione del pagamento degli interessi sui prestiti degli studenti americani e ulteriori restrizioni per viaggi verso altri Paesi, compreso il Regno Unito. Ha parlato di «otto settimane critiche», spiegando che già dall’inizio della prossima ci sarà «mezzo milioni di test aggiuntivi e cinque milioni in un mese». E ha anche detto che gli Stati Uniti compreranno eccezionali riserve di petrolio, approfittando del calo dei prezzi.

Il presidente ha coinvolto nell’operazione 10 aziende della grande distribuzione, da Walmart a Target, dell’industria farmaceutica, da Roche a LabCorp. I cittadini americani potranno anche sottoporsi a un primo screening attraverso un modello messo a punto da Google. Il motore di ricerca guiderà il paziente tra i dubbi e, soprattutto, fornirà gli indirizzi e i contatti più vicini per sottoporsi a un tampone.

Altri finanziamenti potrebbero arrivare dal pacchetto di aiuti negoziato alla Camera tra la Speaker Nancy Pelosi e il Segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. Tra i provvedimenti ci sono rimborsi per i lavoratori messi in congedo forzato dalle aziende e la garanzia che i test per il coronavirus saranno coperti dalle assicurazioni o dalle casse pubbliche.

Intanto la diffusione del virus procede a un ritmo costante e tocca 46 Stati. Le persone positive sono 1.678, 400 in più del giorno prima. I morti sono 41. Sono concentrati soprattutto nello stato di Washington, e in particolare a Seattle, nello stato di New York e in California. Negli scorsi di giorni, città, contee e stati americani avevano già dichiarato lo stato di emergenza a livello locale.

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