Borse nel caos: istruzioni per l’uso

Non potendo cambiare gli eventi in corso, per non perdere soldi non ci resta che provare a cambiare i nostri comportamenti. Servono buon senso e razionalità, che si traducono in una corretta diversificazione e in una adeguata programmazione finanziaria

Nei miei 35 anni di attività, di crisi dei mercati ne ho viste tante. Quello che ogni volta mi sorprende è vederle sempre accompagnate dalla stessa frase: “Stavolta è diverso”. E, in parte, è anche vero. Ma soltanto per ciò che riguarda le motivazioni che, di volta in volta, le hanno scatenate. Se invece ci concentriamo sulle ricorrenti reazioni degli investitori, tranne qualche peculiare dettaglio, possiamo notare che cambia davvero poco.

Ciò che invece risulta sempre osservabile, ex post, è un notevole trasferimento di ricchezza da tanti piccoli risparmiatori, che hanno venduto a prezzi da saldo le loro attività, verso altre categorie di investitori che hanno acquistato nei momenti più bui e che, pazientemente, si sono seduti in fiduciosa attesa di tempi migliori sulla classica riva del fiume.

Sembra dunque logico dedurre che, per non perdere soldi, non potendo cambiare gli eventi, non ci resta che provare a cambiare i nostri comportamenti. Se osserviamo l’andamento del più importante indice mondiale (SP500) nel corso degli ultimi 100 anni circa, i dati ci rappresentano una continua crescita, seppur interrotta da ricorrenti periodi di ribasso che, tuttavia, risultano essere stati sempre meno marcati e più brevi rispetto a quelli di rialzo (Figura 1).

  • I periodi di ribasso hanno avuto una durata media di 1,4 anni con una perdita media cumulata pari al 41%.
  • I periodi di rialzo hanno avuto una durata media pari a 8,9 anni con un guadagno medio cumulato pari al 468%.
Figura 1

Sembrerebbe dunque di poter dedurre che i mercati azionari hanno sempre complessivamente restituito ottimi risultati agli investitori. Purtroppo, andando a guardare ai singoli risultati dagli stessi investitori mediamente conseguiti, avremo la triste sorpresa di osservare che le ampie fasi di rialzo hanno generalmente restituito loro scarsi guadagni. Per contro, le più brevi e più modeste fasi di ribasso gli hanno costantemente procurato significative perdite.

Insomma, si continua a comprare a man bassa quando le quotazioni sono alte e si scappa quando queste, invece, sono a buon mercato. Potremmo tristemente dire che cambiano le orchestre ma la musica è sempre la stessa. Ed è sempre la stessa perché non cambia la parte del nostro cervello deputata a rispondere quando, indipendentemente dalla causa che la genera, ci troviamo a dover prendere decisioni in condizioni di panico o, comunque, di stress psicologico. Infatti, i neuroscienziati hanno riscontrato, tramite risonanza magnetica, che le decisioni in campo finanziario vengono assunte utilizzando prevalentemente il sistema limbico, quindi in piena fase emozionale.

In definitiva, storia e scienza insieme ci dicono che le cocenti perdite frequentemente sopportate dai risparmiatori sono ascrivibili molto più alle reazioni emozionali piuttosto che alle inevitabili oscillazioni degli indici. In realtà, il mercato azionario è come un coltello che basterebbe prendere dal manico piuttosto che dalla lama per non farsi del male. Fuor di metafora, non serve inseguire “il momento giusto”, la soffiata del titolo che vi farà arricchire, né darsela a gambe quando tutto sembra precipitare. Servono buon senso e razionalità, che si traducono in una corretta diversificazione e in una adeguata programmazione finanziaria con cui assegnare ad ogni investimento in portafoglio il suo corretto orizzonte temporale. Il quale, ribadisco ancora una volta,  nel caso di investimenti azionari non deve mai essere di breve termine.

Se vogliamo dirla tutta, l’unico rischio che corriamo è che, stavolta, la notte possa essere perenne. Ma se non dovessimo mai più vedere l’alba, evidentemente, quello di aver perso i nostri soldi non sarà certo il più importante dei nostri problemi. Meglio dunque riprendere fiduciosi le parole di Jim Morrison: “Non c’è notte tanto lunga da non permettere al sole di risorgere il giorno dopo”.

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Giuseppe Cannizzaro

Laureato in economia aziendale, svolge l’attività di Consulente Finanziario dal 1984, per professione e per passione. Ha ricoperto l'incarico di esperto a titolo gratuito per le problematiche finanziarie presso il Comune di Messina dal 2014 al 2018, è C.T.U. presso il Tribunale di Messina, C.T.P. (consulente tecnico di parte) nell'ambito di contenziosi bancari. Ritiene fondamentale la collaborazione con professionisti di altri settori al fine di fornire alle famiglie servizi polispecialistici, integrati e sinergici di consulenza patrimoniale globalmente intesa. È esperto in contratti derivati che ritiene una pericolosa minaccia (sottostimata) per la tenuta del sistema economico/sociale mondiale.
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