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Coronavirus, cambia ancora il modulo per autocertificazione. Previsti diversi nuovi casi di necessità

I cittadini devono dichiarare di essere a conoscenza delle misure disposte dal governo nazionale e delle eventuali ordinanze delle regioni in cui si spostano

Cambia ancora il modulo di autocertificazione per giustificare gli spostamenti limitati per contenere l’epidemia di coronavirus in Italia (scarica qui). La modifica si è resa necessaria perché chi viene fermato dovrà dichiarare di essere a conoscenza dei nuovi divieti imposti dal decreto del governo per contenere il contagio e soprattutto delle nuove sanzioni che prevedono una multa da 400 euro a 3mila euro per tutti coloro che non rispettano le norme. E anche il rischio di essere denunciati se si esce dopo essere stati messi in quarantena perché risultati positivi.

«Sono state fatte ironie, ma cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per intercettare i quesiti che arrivano dai cittadini», ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli. «Ci sono le straordinarie persone che combattono negli ospedali. Poi c’è un’altra battaglia che vede impegnati i nostri uomini, quella di spezzare la catena del contagio perseguendo i furbi, chi con comportamenti sbagliati
introduce un vulnus al sistema che può vanificare gli sforzi che si stanno facendo». Nell’annunciare il nuovo modello, il prefetto ha sottolineato come «fino al 24 marzo su due milioni e mezzo di cittadini controllati ci sono stati 110mila denunciati».

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Il nuovo modulo prevede, oltre alla dichiarazione di non essere sottoposti alla quarantena e di non essere positivo al coronavirus, anche la consapevolezza delle misure disposte dal governo nazionale e delle regioni in cui si spostano. Il modulo poi esplicita tutta una serie di situazioni di necessità per cui è consentito lo spostamento in modo da evitare interpretazioni diverse. E dunque tra gli stati di necessità sono compresi, ad esempio, il rientro dall’estero, le denunce di reati, gli obblighi di affidamento di minori, l’assistenza a congiunti o persone con disabilità.

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