Il caso del video del Tgr Leonardo del 2015 sul supervirus creato in Cina

Sta circolando molto su WhatsApp ed è stato anche condiviso da Salvini, ma non ha nulla a che vedere con il nuovo coronavirus partito da Wuhan. Studiosi concordi: «Il Covid-19 non è stato creato in laboratorio ma è frutto di una selezione naturale»

«Scienziati cinesi creano supervirus polmonare da pipistrelli e topi. Serve solo per motivi di studio ma sono tante le proteste». Comincia così il servizio del Tgr Leonardo del 16 novembre 2015, tornato alla ribalta con le recenti teorie complottistiche sul coronavirus. Il servizio riferisce di un esperimento condotto in collaborazione fra l’Accademia delle scienze cinese e l’università della North Carolina, su un supervirus capace di colpire direttamente le cellule polmonari umane.

La tesi circola almeno da febbraio ed è stata smentita da uno studio di Nature Medicine, che dimostrava che l’attuale virus è di origine naturale, non artificiale. Non è bastato. Il video di Tgr Leonardo negli ultimi giorni è diventato virale su WhatsApp e sui social finendo perfino sul twitter di Matteo Salvini.

«Il Covid-19 non è lo stesso virus creato in laboratorio dai cinesi nel 2015», afferma Enrico Bucci, docente alla Templey University (Usa), epidemiologo di fama mondiale in una intervista a RaiNews24. «Il virus creato nel 2015 – dice il professor Bucci – non aveva capacità epidemica. Inoltre è indubbio che il Covid-19 non è stato creato in laboratorio ma è frutto di una selezione naturale». A smentire l’ipotesi è stato anche il virologo Roberto Burioni, che su Twitter scrive: «L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, è naturale al 100%, purtroppo».

Il virus di cui si parlava nel servizio del TgR leonardo non ha dunque nessun legame con il nuovo coronavirus: gli studi e le ricerche condotte fin qui concordano sul fatto che non ci sia alcuna prova a sostegno del fatto che il nuovo coronavirus sia stato creato in laboratorio. Giovanni Maga, ricercatore all’Istituto di genetica molecolare del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pavia, ha detto a Repubblica che «il virus attuale non deriva né dalla prima versione della Sars né tanto meno dai topi, per cui non può essere in nessun modo il virus creato nel laboratorio cinese di cui si parla nel servizio».

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