Emergenza coronavirus, il reddito di cittadinanza può essere la soluzione?

Secondo il ministro Provenzano bisogna allargare la platea dei beneficiari: «Agire subito, è a rischio la tenuta democratica. Servono misure immediate di sostegno». D’accordo anche la viceministra all’Economia Castelli

Le immagini dei supermercati assaltati in Sicilia, nonché i video di scene di tensione a Bari di fronte ad alcune filiali bancarie perché c’è chi non ha più soldi per fare la spesa, agitano il governo. Ma non solo. «In questi giorni si sono evidenziate alcune conseguenze della pandemia. Una è la fame. Si comincia a vedere gente che ha fame perché non può lavorare, perché non aveva un lavoro fisso. Cominciamo già a vedere il dopo. Verrà più tardi ma comincia adesso», ha detto il Papa durante la preghiera del sabato a Santa Marta. E così da più parti cominciano ad arrivare proposte per arginare la crisi economica provocata dalla stop forzato di aziende e attività commerciali a causa dell’emergenza coronavirus.

«Bisogna agire subito, è a rischio la tenuta democratica. Il reddito di cittadinanza va esteso». Il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, ha lanciato il suo monito in una intervista a Repubblica, in una fase in cui l’emergenza coronavirus sta colpendo duramente l’economia italiana. «In gioco c’è l’ossatura della democrazia. La polveriera sociale rimanda a una grande questione democratica. Viviamo giorni in cui per stato di necessità molte libertà sono compresse. Per ritrovarle dopo, dobbiamo affrontare le disuguaglianze anche nel momento dell’emergenza», ha detto Provenzano.

«Siamo entrati in questa crisi essendo già il Paese più diseguale d’Europa», ha proseguito il ministro che sulla possibile estensione del reddito di cittadinanza, chiarisce: «Volevamo migliorarlo già prima del coronavirus, adesso diventa indispensabile. Rivedendo i vincoli patrimoniali, chi ha una casa familiare o dei risparmi in banca che non vuole intaccare oggi non può accedervi. Rafforzando il sostegno alle famiglie numerose. Rendendolo compatibile con il lavoro, per integrare il reddito se necessario. All’economia di sopravvivenza, che non è solo al Sud, ma coinvolge anche autonomi, partite Iva proletarizzate, piccoli professionisti, occorre offrire una garanzia nella legalità. Nell’emergenza, servono misure universali e immediate di sostegno».

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«Con il Cura Italia abbiamo fatto molto, in pochi giorni la manovra di un anno – continua Provenzano – Ma ora dobbiamo mettere i soldi nelle tasche degli italiani a cui fin qui non siamo arrivati. Così come va assicurata liquidità al sistema delle imprese per tenerlo in vita, bisogna tenere in vita la società. Liquidità anche per le famiglie, per chi ha perso il lavoro e non ha tutele».

Le preoccupazioni di Provenzano vengono sposate dalla viceministra all’Economia, Laura Castelli, che chiede un «reddito di emergenza per tutti». «Servono 100 miliardi per ricostruire – dice in una intervista a La Stampa – Garantire reddito a tutti, con uno strumento facile da usare. Su questo c’è accordo con l’opposizione. Chiamiamolo reddito di emergenza, o reddito straordinario. Varrà finché non rientreremo alla normalità. Stiamo pensando di semplificare le procedure di accesso al reddito di cittadinanza, allargandolo a chi non ce l’ha, e senza le condizioni previste».

Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha fatto una proposta simile su Twitter: «Il governo deve istituire immediatamente il reddito di quarantena per tutte le persone che sono rimaste prive di denaro. È necessario immettere subito liquidità nelle loro tasche per consentirgli di avere beni di prima necessità. Napoli fa e farà la sua parte».

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