Come sarà l’ospedale in costruzione alla fiera di Milano

Non sarà più una grande tenda da campo ma una struttura ospedaliera da 250 posti. I primi pazienti potrebbero arrivare già nella prima settimana di aprile

Non sarà più un ospedale da campo, come ipotizzato nelle prime settimane, ma una vera e propria struttura ospedaliera nella Fiera di Milano, con 250 posti per la terapia intensiva, la grande urgenza nella lotta al coronavirus. I lavori nei due ex padiglioni della Fiera di Milano, 25mila metri quadrati all’interno del quartiere Portello, stanno proseguendo 24 ore su 24 con circa 250 lavoratori. L’obiettivo è creare in tempi record una struttura che rimarrà in piedi per almeno 6 mesi per sostenere gli ospedali milanesi, lombardi e probabilmente di tutta Italia.

In Italia un progetto del genere non è mai stato realizzato, soprattutto nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria ancora in evoluzione. La nuova struttura ospedaliera sarà attrezzata nei padiglioni 1 e 2 della Fiera di Milano. Si tratta di un’area grande circa 25mila metri quadri, cioè come tre campi da calcio, che sarà destinata in larga parte alla terapia intensiva.

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Il progetto è cambiato più volte: la prima idea era quella di mettere in piedi una struttura di emergenza da 400 posti letto e poco altro simile ai tendoni che stanno spuntando all’esterno degli ospedali lombardi più coinvolti nell’emergenza. I piani iniziali sono stati ribaltati poco dopo la decisione della Regione Lombardia di assumere come consulente l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. «Non abbiamo voluto creare un lazzaretto, non abbiamo voluto creare capannoni con brandine», ha spiegato di recente Bertolaso: «Sarà una grande struttura dotata di tutti i servizi diagnostici per un centro di questo livello».

Dalle ultime informazioni disponibili, l’ospedale in Fiera avrà una sala operatoria, un reparto di radiologia e uno di cardiologia, per poter gestire al meglio i pazienti con un quadro clinico complesso, oltre a stanze per la decontaminazione, sale di svago per il personale sanitario e tutto quello che si trova negli ospedali delle grandi città. A rendere questo ospedale diverso dagli altri sarà la destinazione. Una volta completato, l’ospedale in Fiera comprenderà circa 250 posti letto dedicati esclusivamente a due reparti: terapia intensiva e sub-intensiva.

I primi quattro moduli con 32 posti letto saranno resi disponibili nella prima settimana di aprile. Gli altri apriranno nelle settimane successive. Il progetto ingegneristico è stato affidato alla società pubblica Infrastrutture lombarde, controllata dalla Regione Lombardia, specializzata in strutture ospedaliere, mentre i fondi sono stati in parte raccolti dalla Fondazione Fiera e in parte dalla Regione stessa. Gli acquisti dei letti e del materiale ospedaliero è eseguito dalla centrale acquisti lombarda, Aria. Si tratta dunque di una sinergia tra pubblico e privato. Le risorse a gestione diretta sono state utilizzate proprio per la costruzione dell’ospedale, mentre quelle indirette (tra cui le donazioni) vengono utilizzate per comprare attrezzature e respiratori. I respiratori sono arrivati dalla Cina. Adesso ce ne sono circa 50, poi ne arriveranno ancora 190 nel giro di un paio di settimane.

Il Policlinico di Milano gestirà la struttura e il personale sanitario. Si attingerà ai due bandi che la Lombardia aveva attivato nei giorni scorsi per richiamare in servizio medici e infermieri in pensione, e altri che si sono appena specializzati; in parte saranno chiamati alcuni medici che hanno risposto al recente bando della Protezione Civile per assumere 300 persone da distribuire negli ospedali più coinvolti nella gestione del contagio. Una volta passata l’emergenza, l’ospedale dovrebbe essere smantellato e l’area riconsegnata alla Fondazione Fiera. Ma nessuno, al momento, ha un’idea precisa di quando succederà.

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