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Coronavirus, Trump: «Aiutiamo l’Italia anche monetariamente»

A chi gli fa notare la solidarietà di Russia e Cuba nei confronti del nostro Paese, il presidente risponde che gli Stati Uniti stanno inviando forniture e assistenza finanziaria

In molti si chiedono che fine abbiano fatto gli Stati Uniti, tradizionali partner dell’Italia e da settant’anni in prima fila nel sostegno al nostro Paese, nel momento del bisogno. In piena emergenza coronoravirus, Cina, Russia e Cuba hanno messo a disposizione dell’Italia mascherine e ventilatori, esperti sanitari e know-how in un momento in cui altri, in primis l’Unione europea e gli Stati Uniti, latitano o tardano a far sentire il proprio spirito di solidarietà. Ma Trump dice che «il governo sta già aiutando il nostro Paese, anche “monetariamente”» cioè con finanziamenti. Vedremo nelle prossime ore che cosa significhi in concreto questo impegno.

Nel corso del briefing della task force statunitense Donald Trump, a chi gli fa notare che la Russia e addirittura Cuba stanno aiutando l’Italia, dice: «Stiamo lavorando a stretto contatto con l’Italia dove il tasso di mortalità è alto. La stiamo aiutando molto con forniture e assistenza finanziaria».

Per ora, il 22 marzo scorso, il Pentagono ha inviato «un sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti (Erpss)» al ministero della Difesa. È un’unità da 10 posti per assistere fino a 40 pazienti in 24 ore. Ma è un’iniziativa che sfigura anche al cospetto della generosità dei medici cubani impegnati a Crema. Vero è anche che gli Stati Uniti sono ormai investiti dall’urto devastante del coronavirus. Sono oltre 2 mila le vittime finora negli Stati Uniti, raddoppiati in due giorni, mentre i contagi sono schizzati a oltre i 140 mila. La previsione dell’epidemiologo Anthony Fauci – considerato il maggiore esperto americano di malattie infettive – è che «si temono milioni di casi e tra i 100.000 e i 200.000 morti» hanno destato preoccupazione.

Trump ha fatto capire che in questa fase New York o la California hanno la precedenza rispetto ai Paesi stranieri. Tuttavia il presidente americano ha a disposizione altri strumenti per recuperare e consentirci di liberare risorse quando sarà terminata l’emergenza sanitaria. Per esempio, potrebbe cancellare i dazi sull’import o costituire un fondo speciale per la ripresa economica.

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