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Coronavirus, l’Olanda ferma l’Eurogruppo su Mes e coronabond

Lo scontro in Europa resta aperto tra i Paesi del Sud, che chiedono l’emissione di titoli comuni di debito e un Mes senza condizionalità, e quelli del Nord che si oppongono

Le ultime notizie della notte parlavano di un lavoro febbrile tra i ministri dell’economia per arrivare almeno a un documento di compromesso sugli aiuti economici per fronteggiare la crisi prodotta da coronavirus, da presentate in conferenza stampa già convocata per questa mattina. Invece lo scontro in Europa è ancora aperto tra i Paesi del Sud, che chiedono l’emissione di titoli comuni di debito e un Mes senza condizionalità, e i Paesi del Nord che si oppongono.

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Tutto rinviato a domani. L’annuncio è affidato al presidente dell’Eurogruppo Mário Centeno: «Dopo 16 ore di discussioni eravamo vicini a un accordo, ma ancora non ce l’abbiamo fatta. Ho sospeso l’Eurogruppo e l’ho riconvocato per domani. Il mio obiettivo resta lo stesso: costruire una forte rete di sicurezza europea contro le conseguenze dell’epidemia di Covid19 (per tutelare lavoratori, aziende e nazioni) con l’impegno di costruire un adeguato piano di ricostruzione».

Sul tavolo dei ministri dell’Economia, vi sono opzioni da presentare ai capi di Stato e di governo che dovrebbero riunirsi nei prossimi giorni. Quattro in particolare: l’uso del Meccanismo europeo di Stabilità, che potrà concedere prestiti ai paesi membri; gli aiuti della Banca europea degli investimenti; il nuovo fondo proposto dalla Commissione europea per aiutare i governi a finanziare la cassa integrazione (Sure); e la proposta francese di un fondo finanziato con obbligazioni congiunte. Secondo le informazioni raccolte a Bruxelles, una intesa è pressoché trovata sul ruolo della Bei e sul programma Sure. Il grande ostacolo rimane il Mes e le condizioni per l’accesso alle linee di credito. Italia, Spagna e gli altri Paesi favorevoli agli eurobond o altre formule per arrivare all’emissione di titoli del debito comuni hanno tenuto la loro posizione. I Paesi Bassi, supportati anche da Finlandia e Germania, si sono opposti alla richiesta di prevedere l’eventuale ricorso al fondo salva-Stati (Mes) senza le condizionalità attualmente previste per la concessione di prestiti ai singoli Paesi.

Già prima dell’inizio dell’Eurogruppo, il ministro delle Finanze di Amsterdam, Wopke Hoekstra, aveva chiarito la posizione del governo guidato dal liberale Mark Rutte: «L’Olanda era e resta contraria agli eurobond perché aumentano i rischi per l’Europa invece di ridurli». Secondo Hoekstra «a causa della crisi attuale, dobbiamo fare un’eccezione e il Mes può essere usato senza condizioni solo per coprire i costi medici». Il governo di Mark Rutte ritiene quindi che in una prima fase queste linee di credito dovrebbero essere utilizzate solo per combattere la pandemia di Covid-19, aggiungendo che, una volta superata l’emergenza sanitaria, ci debba essere un accordo per adottare riforme economiche che garantiscano la stabilità finanziaria.

Posizione che i Paesi più colpiti, con l’Italia in testa, rifiutano totalmente. Essendo quella del coronavirus una crisi globale, Roma e i suoi alleati chiedono che l’Europa dia una risposta solidale e di unità. Per questo ritengono sia fondamentale ricorrere a strumenti per arrivare all’emissione di titoli del debito comuni e che il Mes debba essere ripulito dalle attuali condizioni, al fine di evitare un epilogo come quello greco nel post crisi del 2008. «Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all’altezza della sfida del Covid-19 – scrive il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su Twitter dopo la lunga notte di trattative –. È il momento della responsabilità comune, della solidarietà e delle scelte coraggiose e condivise».

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