È morto lo scrittore cileno Luis Sepulveda, ricoverato dalla fine di febbraio in un ospedale di Oviedo, in Spagna, contagiato dal coronavirus. L’autore de «La gabbianella e il gatto», 70 anni, non ce l’ha fatta: nato a Ovalle nel 1949, era noto anche come attivista per i diritti civili nel suo Paese. Aveva lasciato il Cile dopo l’incarcerazione subita da parte del regime di Augusto Pinochet. Sepulveda è stato autore di oltre venti romanzi, libri di viaggio, sceneggiature e saggi.
Lo scrittore cileno a fine febbraio aveva partecipato a un festival letterario Correntes d’Éscritas, accompagnato dalla moglie, in Portogallo. Aveva avuto i primi sintomi il 25 febbraio e si era rivolto per la prima volta a un medico il 27 febbraio, che ne aveva disposto il ricovero nell’unità di sorveglianza intensiva dell’ospedale Covadonga di Gijón per una sospetta polmonite. Dopo che il test ha mostrato la positività al Covid-19, era stato trasferito nell’ospedale maggiore di Oviedo. Anche sua moglie, la poetessa Carmen Yáñez di 66 anni, era stata ricoverata in ospedale perché presentava sintomi sospetti.
Attivista instancabile ed eccellente narratore, Sepulveda aveva raggiunto la fama internazionale nel 1989 con il suo primo romanzo: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, mentre “Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare”, diventato un film d’animazione per la regia Enzo D’Alò, nel 1997, lo aveva consacrato come scrittore non solo per un pubblico adulto ma per tutte le età. Al talento dello scrittore, aggiungeva l’impegno politico contro gli effetti lasciati in Sud America dalle dittature militari, a favore dell’ecologia militante, dei popoli indigeni del Sud America, contro il razzismo in Europa.
Combattente, arrestato due volte e condannato all’esilio durante la dittatura di Pinochet, Sepulveda, che aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017, ha lottato contro l’invisibile nemico fino all’ultimo all’Ospedale Universitario di Oviedo, nelle Asturie dove viveva dal 1996. Anche sua moglie, la poetessa Carmen Yáñez di 66 anni, era stata ricoverata in ospedale perché presentava sintomi sospetti. La Yáñez da due settimane era negativa ai test. A metà marzo la moglie aveva smentito che Sepulveda fosse in coma. Poche ore fa il tragico epilogo di una storia che fa male.



