PoliticaPrimo Piano

Coronavirus, elezioni regionali e comunali rinviate in autunno

Sette le Regioni chiamate alle urne e oltre mille comuni coinvolti: il Cdm ha approvato il rinvio a una finestra elettorale compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre

Nuovi termini per la chiamata alle urne degli elettori nel 2020. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che rinvia le elezioni regionali e comunali previste per questa primavera. Le elezioni in questione non si terranno prima di settembre. Un comunicato stampa del governo spiega infatti che il voto si terrà «in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre».

Le elezioni regionali inizialmente previste per la finestra elettorale di primavera slittano, ma non potranno tenersi in estate, come inizialmente previsto da alcuni governatori uscenti. Il consiglio dei ministri ha infatti corretto la bozza del decreto che inizialmente prevedeva una finestra temporale che arrivava al massimo all’8 novembre, spostando le consultazioni nelle sette regioni interessate (Liguria, Toscana, Puglia, Marche, Campania, Valle’ d’Aosta e Veneto) e negli oltre mille comuni che dovevano rinnovare il sindaco e il consiglio comunale fino a dicembre. Il decreto legge elezioni prevede però anche che le consultazioni elettorali possano essere rinviate di non oltre tre mesi, anche se già indette, in considerazione di sopravvenute specifiche situazioni epidemiologiche da Covid-19.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, quando non si avranno nuovi contagi? Umbria prima. Lombardia ultima

Ma alcuni amministratori locali non ci stanno. Quattro dei sette governatori che sono in scadenza di mandato hanno infatti scritto al governo per chiedere di votare in estate. «Ribadiamo la necessità di garantire agli elettori l’inalienabile diritto a esprimersi nei tempi più rapidi possibili – si legge in una nota – compatibilmente con l’andamento dell’epidemia. Pertanto, ritenendo, per quanto è possibile prevedere oggi, che l’estate sia la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico, ribadiamo la necessità di allargare la finestra di voto, come da noi richiesto, al mese di luglio». La lettera è stata firmata sia da presidenti di centrodestra – Giovanni Toti per la Liguria e da Luca Zaia per il Veneto – che da presidenti del Partito Democratico: Vincenzo De Luca per la Campania e Michele Emiliano per la Puglia.

È probabile che per le sette regioni e i comuni in cui si andrà al voto si penserà a un unico giorno di elezioni, il cosiddetto election day, in cui potrebbe anche tenersi il referendum sul taglio dei parlamentari.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi