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Mascherine, guanti e riaperture: cosa si può fare regione per regione

Nonostante il Governo abbia delineato con un nuovo Dpcm un piano per ripartire dal 4 maggio, non mancano le ordinanze dei governatori regionali che anticipano le tappe della fase 2

Mascherine obbligatorie all’aperto, guanti da indossare sui mezzi pubblici e riapertura di qualche attività. Nelle nuove ordinanze regionali si notano, ancora una volta, discostamenti dalle norme nazionali. In occasione dell’informativa sull’emergenza coronavirus il presidente del Consiglio ha bollato come «illegittime» le iniziative «improvvide» degli enti locali. «Chi sbaglia si assumerà la responsabilità dell’aggravamento della condizione sanitaria del proprio territorio», ha sottolineato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Il braccio di ferro tra governo e regioni sui tempi delle aperture aumenta la confusione dei cittadini, che si chiedono dove è possibile acquistare un piatto d’asporto, o raggiungere già da ora la seconda casa, o farsi una nuotata al mare.

Il Veneto ha deciso di far ripartire subito la vendita di cibo e bevande per asporto, senza aspettare il 4 maggio come prevede invece il provvedimento dell’esecutivo. Il presidente Luca Zaia ha anche deciso di consentire lo spostamento individuale nella regione per raggiungere le seconde case di proprietà o le barche ormeggiate fuori del comune di residenza per manutenzione e riparazioni. «Nelle seconde case si va individualmente, da soli, per controllare se ci sono dei lavori da fare, non si alloggia lì e si torna a casa».

Se il Veneto anticipa, la Lombardia , anch’essa a trazione leghista, non è da meno. Il governatore Attilio Fontana ha firmato un’ordinanza con nuove direttive per l’apertura dei mercati scoperti. Una nuova ordinanza impone che a bordo dei mezzi di trasporto pubblico fino al 31 agosto, sia obbligatorio l’utilizzo di guanti e mascherine, che è il passeggero a doversi procurare. In particolare, si legge che «i sedili da non utilizzare sono contrassegnati da segnali ben visibili; igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei mezzi, infrastrutture e stazioni vengono effettuate almeno una volta al giorno; gli ascensori della metropolitana e delle stazioni ferroviarie sono destinati in via prioritaria alle persone a ridotta mobilità; è sempre consentito il trasporto di monopattini, biciclettepieghevoli e altri dispositivi di micromobilità elettrica». E sta pensando di autorizzare le messe, superando in questo modo il governo su un dossier molto delicato, sul quale l’esecutivo nelle ultime ore si è scontrato con i vescovi.

In Toscana un’ordinanza firmata dal governatore Enrico Rossi già da qualche giorno autorizza l’attività motoria nel perimetro comunale della propria abitazione, a patto che non si faccia uso dell’auto. Niente attività sportiva agonistica. Per l’attività motoria si può anche salire in bici, elettrica compresa, solo con le persone con cui si vive, evitando assembramenti. Vietata la passeggiata in bici con amici. Possono passeggiare insieme le persone che dall’inizio del lockdown vivono nella stessa abitazione, con tutti gli altri è obbligatorio il distanziamento. Restano chiusi i parchi cittadini. Chi trasgredisce rischia da 25 a 500 euro di multa per «inosservanza del provvedimento dell’autorità».

Dal 4 maggio cauto allentamento del lockdown a Roma bus e metro fino alle 23.30, esercizi commerciali aperti fino alle 21.30 ma take away e delivery consentiti anche oltre, ora di punta spalmata dalle 8.30 alle 11.30 e l’80% dei dipendenti capitolini in smart working. E poi stazioni, bar e locali sorvegliati speciali con droni a sorvolare i parchi che iniziano a riaprire i cancelli. Sui mezzi del trasporto pubblico obbligo di mascherina, capienza al 50% su ogni mezzo, installazione di dispenser con gel igienizzante nelle stazioni e possibilità di saltare le fermate se il mezzo è già pieno. Nei locali che riapriranno la regione ha dettato regole stringenti: obbligo per i clienti e per il personale di indossare guanti e mascherine, distanziamento, gel igienizzante.

In Emilia Romagna i calciatori di Spal, Bologna, Parma e Sassuolo, da lunedì, potranno tornare nei rispettivi centri sportivi per allenarsi, sia pure individualmente. Lo prevede l’ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini. Le sedute dovranno svolgersi «nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse», equiparando gli atleti delle discipline individuali a quelli che praticano sport di squadra.

In Piemonte il take away di cibo resteranno chiusi invece anche dopo il 4 maggio e non saranno consentiti gli spostamenti verso le secondo case all’interno della regione. «I medici e gli scienziati – ha spiegato il governatore Alberto Cirio – ci dicono che è necessario in questo momento mantenere una linea di rigore. Una linea che confermiamo e che va di pari passo con la consapevolezza che il Piemonte ha bisogno di ripartire e di un nuovo equilibrio».

In Trentino sono state riaperte le chiese della Diocesi di Trento per la sola preghiera personale. Lo ha disposto l’arcivescovo Lauro Tisi, sentite anche le autorità provinciali e l’Azienda sanitaria. Resta in vigore il divieto di qualsiasi forma di preghiera comunitaria e di qualsiasi convocazione dei fedeli.
Un nuova ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, consente a genitori e figli minori di passeggiare nelle vicinanze della propria abitazione. È anche possibile coltivare orti e terreni anche fuori dal proprio Comune di residenza, ma solo una persona alla volta. Si può fare acquisti nei negozi sul tragitto da casa al lavoro, anche fuori dal proprio comune di residenza, e usare le piste ciclabili per andare e tornare dal lavoro. Il provvedimento consente anche l’accesso ai negozi florovivaistici, nel proprio comune o in quello più vicino, con l’obbligo di indossare la mascherina. Il dispositivo dovrà essere indossato anche per l’accesso ai mercati e anche negli uffici pubblici e nei luoghi pubblici.

Nonostante il coro di no, dal 30 aprile in Calabria è «consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto». È quanto previsto da un’ordinanza per la fase 2 firmata dalla governatrice della Calabria, Jole Santelli, per la quale è stata già annunciata l’impugnazione.

Per l’allentamento del lockdown che scatta il 4 maggio il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha stabilito con ordinanza lo scaglionamento dei dipendenti negli uffici pubblici per evitare affollamenti sui mezzi pubblici. Ha inoltre annunciato l’obbligo di indossare la mascherina fuori casa. La Campania ha cominciato a sperimentare l’avvio della fase 2: i prodotti “tipici”, come pizze e caffè. con consegna a domicilio da parte di personale con le dovute protezioni. Riaperte, per mezza giornata nella fascia mattutina, librerie e cartolerie, con una “raccomandazione” nel privilegiare le consegne a domicilio. Via libera, atteso da molti per passeggiate e corse con le mascherine, in compagnia di familiari stretti ma a distanza di due metri ed in fasce orarie specifiche (dalle 6,30 alle 8,30 di mattina e dalle 19 alle 22 di sera).

Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, sta mettendo a punto una lettera con la quale chiederà al premier Conte «di consentire il riavvio di alcune attività in considerazione del minor numero di contagi». Lo ha annunciato l’assessore alle Attività produttive della Sicilia, Mimmo Turano, che su indicazione di Musumeci ha sentito in videoconferenza le associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Per Turano «il nuovo Dpcm è stato per tutti una doccia fredda, in particolare per le categorie produttive siciliane che non saranno in grado di resistere a un prolungamento del lockdown».

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