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Coronavirus, la circolare del Viminale: «Valutazione equilibrata dei singoli casi»

Dopo le Faq pubblicate da Palazzo Chigi, dal ministero dell'Interno arriva l'attesa circolare che disciplina il controllo nella Fase 2. Nessun riferimento all’autocertificazione

Sì al rientro nelle Regioni di residenza, ma senza ulteriore possibilità di uscita. Sì agli allenamenti individuali degli atleti che praticano sport di squadra. Sì agli incontri con i congiunti. Dopo le Faq pubblicate da Palazzo Chigi e gli ulteriori chiarimenti del governo, dal Viminale arriva l’attesa circolare per l’applicazione delle nuove misure del Dpcm che entrerà in vigore alla mezzanotte di oggi.

Secondo il Viminale nella definizione di «congiunti» sono compresi «i coniugi,i rapporti di parentela, affinità riunione civile nonché relazioni connotate da duratura è significativa comunanza di vita e affetti». E dunque i fidanzati. Per esplicitarlo viene citata una sentenza della Cassazione del 2014 che riconosceva il risarcimento danno a una donna che aveva perso il fidanzato proprio perché legati da legame affettivo anche se non conviventi. Incontri impossibili da valutare da parte di chi dovesse fermare un cittadino per strada e che dunque difficilmente saranno oggetto di controlli che saranno invece puntati sui divieti di assembramento.

Nel valutare i singoli casi nel rispetto delle prescrizioni del governo sugli spostamenti, il Viminale chiede ai prefetti una valutazione che «dovrà essere affidata ad un prudente ed equilibrato apprezzamento che conduca ad un’applicazione coerente delle disposizioni contenute» nel Dpcm sulla fase 2. Lo scopo deve essere, da una parte, quello di salvaguardare la salute pubblica, evitando in special modo qualsiasi tipo di assembramento, e, dall’altra, rispettare «l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini».

E proprio riguardo agli spostamenti, il Dpcm prevede la possibilità di recarsi presso il proprio domicilio, abitazione o residenza ma, una volta rientrati, il Viminale aggiunge che «non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova», a meno che non ci siano «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».

Nessun riferimento al modulo di autocertificazione che sostanzialmente esce di scena pur rimanendo formalmente richiedibile. Sul sito del ministero c’è ancora la versione vecchia che, rispetto alle nuove norme, presenta notevoli incongruenze. Per altro ieri Palazzo Chigi ha specificato che per chi esce per sport o attività motorie non è più necessaria l’autocertificazione e per chi va al lavoro basta esibire un tesserino aziendale.

Per quanto riguarda l’attività fisica e sportiva, il punto fermo imposto da Palazzo Chigi è che essa si svolga in forma individuale. A questo proposito, il ministero dell’Interno specifica che gli allenamenti saranno consentiti anche agli atleti di discipline di squadra: «l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento». Le squadre di calcio, ad esempio, potranno tornare ad allenarsi, ma non in gruppo, con gli atleti che dovranno svolgere l’attività individualmente.

Le aziende non dovranno più inviare ai prefetti richieste di autorizzazione o la comunicazione preventiva per la ripresa delle attività produttive industriali e commerciali. Il sistema sulla verifica della sussistenza delle condizioni per la ripresa viene sostituito con un «regime di controlli sull’osservanza delle prescrizioni» contenuti nei protocolli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. «A fronte dell’esigenza di sostenere il riavvio del tessuto produttivo economico nazionale – indica la circolare – si pone l’imprescindibile necessità di garantire la sicurezza dei lavoratori e di assicurare idonei livelli di protezione negli ambienti di lavoro». Per questi obiettivi sarà determinante attivare «un adeguato sistema di controlli, teso a verificare la puntuale osservanza delle prescrizioni poste a presidio delle tutele e ad applicare le eventuali, relative sanzioni».

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