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Il coronavirus circolava in Europa già a dicembre 2019

Redazione di Redazione
Maggio 6, 2020
in Mondo
Tempo di lettura: 3 mins read
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Il coronavirus circolava in Europa già a dicembre 2019

Sospetti confermati: il virus circolava in Europa già a fine 2019. Il 27 dicembre Amirouche Hammar, 43 anni, abitante di Bobigny nella periferia parigina, mai stato in Cina, si presenta al pronto soccorso: da quattro giorni ha febbre alta, mal di testa, tosse secca e attacchi d’asma. Dopo le radiografie e le analisi del sangue l’uomo viene ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Bondy, messo sotto ossigeno e antibiotici. Due giorni dopo viene dimesso, resterà debole ancora per un paio di settimane ma la crisi è superata. E adesso 5 mesi dopo i medici hanno scoperto che è il primo caso di Covid-19 conosciuto in Francia, e quindi in Europa. Molto tempo prima, quindi, del primo caso registrato a Contamines, in Alta Savoia, e a Codogno, in Lombardia.

🗨 “On m’a dit: ce que vous avez, c’est très sérieux”

Le patient infecté en décembre par le coronavirus témoigne sur BFMTV pic.twitter.com/vlvnFhKqBv

— BFMTV (@BFMTV) May 5, 2020

Le prime “polmoniti anomale” sono state accertate a Wuhan, in Cina, il 31 dicembre, poi il 7 gennaio le autorità cinesi confermarono di aver identificato un nuovo ceppo di coronavirus. Le indagini ufficiali collocano l’ingresso in Europa del Covid-19 a fine gennaio. Ci sono un gruppo di Paesi che registrano casi provenienti dalla Cina in quel periodo: l’Italia è il primo Paese a segnalare il 23 gennaio due turisti cinesi infetti, seguono Francia, Germania, Finlandia, Russia e Regno Unito. Tutti entro febbraio. Adesso, con maggior consapevolezza, iniziano le indagini per retrodatare ulteriormente l’ingresso del virus nei vari Paesi.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, in Lombardia contagi già a gennaio: 1.200 positivi prima del «paziente 1»

Secondo una recente analisi della Lombardia su quando sono iniziati i sintomi dei «positivi» certificati con tampone, almeno 1.200 lombardi potrebbero aver avuto il Covid-19 tra fine gennaio e 20 febbraio (prima che l’epidemia venisse intercettata in Italia). Ma potrebbero essere molti di più. E potrebbero essersi ammalati ancor prima. In Germania il primo caso segnalato è un uomo del Circondario di Starnberg infettato dal virus probabilmente tra il 20 e il 21 gennaio: aveva partecipato a un meeting in cui era presente una collega di Shanghai, che è rimasta in Germania dal 19 al 22 gennaio senza accusare alcun disturbo. Il 28 gennaio sono stati confermati altri tre casi. Tutti e quattro i pazienti erano dipendenti della stessa azienda. In Finlandia primo caso ufficiale il 28 gennaio, si tratta di una donna cinese di 32 anni che era stata a Wuhan. I primi casi registrati del Regno Unito risalgono al 31 gennaio: due cittadini cinesi che avevano contratto il virus all’estero. In Svezia il primo caso è del 31 gennaio: una paziente che aveva visitato l’area intorno a Wuhan. In Belgio il 4 febbraio c’è un caso positivo tra i nove belgi residenti nello Hubei rimpatriati il 1° febbraio.

Tutti i casi segnalati intorno alla fine di gennaio hanno legami diretti con la Cina e con i viaggi, quindi, possiamo supporre che diano un’indicazione di quali fossero allora i criteri per la ricerca del virus: segnalazione di persone con sintomi provenienti da luoghi a rischio o entrate in contatto con viaggiatori dalla Cina. Ma dal 21 febbraio, dopo il caso del “paziente 1” di Codogno, si ha una esplosione di casi in tutta Europa, semplicemente perché si fanno più tamponi. E così si hanno i primi casi di contagio in Croazia, Grecia, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Islanda, Paesi Bassi, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Polonia, Lombardia. Questo perchè si monitorano i viaggiatori provenienti dall’Italia e si inizia a prendere coscienza che il virus si sia diffuso più ampiamente di quanto ufficialmente noto, anche perché all’epoca non si conosceva il potenziale di contagio degli asintomatici né quanti potessero essere.

Adesso a distanza di mesi ora, grazie alle indagini sul genoma del virus e a quelle a posteriori su campioni di persone colpite da polmonite tra dicembre e gennaio si può retrodatare l’inizio della diffusione del virus nei vari Paesi e capire a quando è realmente avvenuto l’ingresso in Europa. Per adesso, dopo il caso del quarantatreenne Amirouche Hammar in Francia, è datato al 27 dicembre. Ma nulla esclude che possa essere avvenuto anche prima.

Tags: CoronavirusDiffusione del contagioEuropaFrancia
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