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Perché si parla della regolarizzazione dei migranti

La ministra dell’Agricoltura Bellanova propone maggiori tutele per lavoratori senza permesso di soggiorno. Favorevole il ministro Lamorgese. Contrarie le opposizioni. Il M5s si spacca

Se c’è un’attività che non si è mai fermata durante il lockdown, quella è il caporalato. Senza contratti, senza permessi, senza codici Ateco, migliaia di persone hanno continuato a lavorare nei campi per una manciata di euro al giorno, portando avanti la produzione di padroni senza scrupoli. Mentre in alcune parti di Italia si consuma questo dramma, in altre mancano lavoratori per la stagione della raccolta, come conseguenza delle limitazioni dovute all’emergenza sanitaria in corso. Da qui la proposta del ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova di regolarizzare migliaia di immigrati irregolari, così da offrire nuove sacche di lavoratori a un settore in ginocchio e, allo stesso tempo, assestare un duro colpo al caporalato.

Teresa Bellanova ha parlato di un provvedimento da inserire già nel “decreto maggio” che possa riguardare 600mila persone, in cui possano rientrare anche altre tipologie di professionisti in nero come colf e badanti. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è d’accordo sulla necessità di un intervento, ma di dimensioni numeriche più ridotte. Per Lamorgese si tratterebbe di regolarizzare circa 200 mila persone che stanno già lavorando nella filiera produttiva agricola, ma senza un contratto visto che sono irregolari.

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Sulla questione, il Movimento 5 Stelle è diviso. Roberto Fico, presidente della Camera, è favorevole così come il sottosegretario al Lavoro Steni Di Piazza e il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Giuseppe Brescia. Ma un secco no è arrivato dal capo politico, Vito Crimi: «Non accetto la sanatoria degli immigrati irregolari con i permessi di soggiorno temporanei, perché così il lavoro nero aumenta».

Uno scontro politico che mette in luce due debolezze del governo, la doppia anima del Movimento, in parte ancora nostalgico delle politiche salviniane, e il tratto deciso, talvolta aggressivo dell’ala renziana. Secondo Bellanova, quella sulla regolarizzazione dei migranti «non è una battaglia strumentale per il consenso: queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria».

Contraria l’opposizione. Per Matteo Salvini «con la maxi sanatoria ci sarebbero sbarchi di massa». Per Licia Ronzulli di Forza Italia «non è il momento di scelte divisive». Per Laura Ravetto, responsabile immigrazione di FI, «Renzi ha caricato a pallettoni la Bellanova per far cadere il governo». Mara Carfagna, invece, chiede una sanatoria per colf e badanti: «Il modello Maroni, che Crimi irride, è stata una grandissima prova di civiltà del centrodestra». Ma le tensioni con i renziani restano, come dimostrano le parole di Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana: «Dalle parti di Italia viva proprio non ce la fanno. Ora propongono di reintrodurre i voucher. È la stessa proposta della destra».

Le associazioni del settore agricolo, così come i sindacati e diverse altre organizzazioni, chiedono da tempo una regolarizzazione. Anche l’Inps è favorevole. «I numeri parlano chiaro – ha detto il presidente Pasquale Tridico in una intervista a La Stampa – il contributo degli immigrati regolari non è irrilevante per i conti previdenziali. Si tratta comunque di scelte che spettano alla politica. Se devo dire la mia, sceglierei la strada della Germania: durante l’ultima crisi siriana ha saputo coniugare le esigenze umanitarie con quelle dell’economia».

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