ItaliaPrimo Piano

Fase 2, il Tar blocca la riapertura di bar e ristoranti in Calabria

La Regione aveva consentito la riapertura dei locali pubblici. L'accoglimento del ricorso del Governo potrebbe avere effetti anche in Trentino Alto Adige e in Puglia

I pochi bar e ristoranti che in Calabria avevano tirato fuori sedie e tavolini dovranno fare un passo indietro. Il Tar ha bocciato l’ordinanza con cui dal 30 aprile scorso la governatrice calabrese Jole Santelli ha autorizzato a ripartire il servizio contavoli all’esterno, accogliendo il ricorso del governo, che pochi giorni dopo ha impugnato il provvedimento. Una sentenza che piomba nel mezzo della polemica tra Regioni e palazzo Chigi sui tempi della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, con i governatori che chiedono tempi più rapidi e maggiore autonomia nelle decisioni per i rispettivi territori.

LEGGI ANCHE: L’Alto Adige riapre tutto. Continua il pressing delle regioni sul governo

Il ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato davanti al Tar di Catanzaro sottolineava che l’ordinanza regionale era stata emanata «senza interlocuzione con il governo». «Spetta al presidente del Consiglio dei ministri individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus Covid-19» scrivono i giudici amministrativi nella loro sentenza. Nelle motivazione viene inoltre rimarcato che la decisione regionale «sarebbe priva di un’adeguata motivazione, non sarebbe stata supportata da una valida istruttoria, sarebbe illogica e irrazionale». Le riaperture, secondo i giudici, devono essere graduali e andare di pari passo con l’osservazione della curva epidemiologica. «Un tale modus operandi appare senza dubbio coerente con il principio di precauzione». «Ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri deve tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche».

Immediato il commento del ministro delle Regioni Francesco Boccia, che aveva promosso l’azione giudiziaria: «Le sentenze e le leggi non si discutono ma si applicano. E questo deve valere per ognuno di noi. La sicurezza sui luoghi di lavoro per lavoratori e cittadini è una nostra priorità assoluta nell’emergenza Covid-19. Il governo sta facendo ripartire il Paese in sicurezza. Non è la stagione delle divisioni, dei protagonismi e dell’individualismo». Di segno opposto la reazione della governatrice della calabria Jole Santelli: «Non nascondiamo il rammarico per una pronuncia che provoca una battuta d’arresto ai danni di una regione che stava ripartendo dopo 2 mesi di sacrifici dei cittadini. Il Governo Conte ha poco da esultare: si tratta di una vittoria di Pirro che calpesta i diritti dei cittadini, dopo che per 11 giorni l’ordinanza ha avuto validità».

Nel mirino dell’esecutivo c’è anche la decisione della provincia autonoma di Bolzano, che ha concesso la riapertura delle attività della ristorazione già da oggi. Stessa intenzione da parte del presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti, deciso ad anticipare le riaperture già dal prossimo martedì. In Puglia c’è poi il presidente Michele Emiliano che ha disposto la ripartenza per i parrucchieri a partire dal 18 maggio.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi