Tavoli distanziati per muoversi in almeno 4 metri quadri e garantire la distanza dagli altri clienti. Pannelli in plexiglass e tavolini all’aperto. È la soluzione che potrebbe essere adottata per riaprire bar e ristoranti dal 18 maggio, data decisa dal governo per frenare le proteste dei governatori. Ma è una scelta che secondo i gestori rischia di far chiudere il 60% dei locali.
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Manca ancora il “nero su bianco” ma, come anticipa anche il Sole 24 Ore, le linee guida Inail per la fase 2 sono praticamente già pronte. Per la riapertura di ristoranti, bar e pizzerie si dovranno garantire essenzialmente tre criteri: quello della “prossimità”, ovvero le distanze da rispettare; il livello di “esposizione” al contagio che dovrà essere ridotto al minimo, scoraggiando la stanzialità; e il principio di “aggregazione” che va scongiurato in particolare nella fase di ingresso e di uscita dal locale.
La distanza tra avventori potrebbe arrivare a 2 metri e questo vuol dire che tra i tavoli si sale almeno a 4. Uno scenario di questo tipo, tuttavia, costringerebbe i gestori a diminuire notevolmente i coperti disponibili all’interno dei loro locali. Si realizzerebbe quindi un paradosso, per cui molti ristoratori rischierebbero di dover chiudere poco dopo la riapertura, in quanto i costi supererebbero di gran lunga i guadagni con una una capacità così ridotta di ospitare clienti. Quando si sta seduti non ci sono obblighi sulle protezioni, ma per andare al bagno o alla cassa sarà obbligatorio anche per i clienti indossare la mascherina. All’ingresso e alle casse sarà obbligatorio il dispenser del disinfettate, i locali dovranno essere sanificati e ventilati, per impedire le file potrebbe diventare obbligatoria la prenotazione.
Per chi va al bar e rimane al bancone la distanza minima potrebbe essere di un metro e 20 centimetri dalle altre persone. Gli ingressi dovranno comunque essere contingentati e il personale dovrà indossare guanti e mascherina. In ogni caso non si potrà sostare davanti ai locali.
Le linee guida punteranno su una deroga comunale all’utilizzo degli spazi aperti e i parcheggi dove collocare i tavolini dei locali, per garantire un distanziamento di almeno due metri tra un tavolino e l’altro. Solo qualora queste misure non potessero essere assicurate, scatterebbe l’obbligo di utilizzare distanziatori in plexiglas sui tavolini, cui sarebbero esonerati solo gli avventori appartenenti a uno stesso nucleo famigliare.




