PoliticaPrimo Piano

Regolarizzazione dei migranti: nel dl rilancio permesso di sei mesi

L’accordo è frutto di una serie di compromessi: il Pd ha chiesto che oltre a braccianti e lavoratori del settore agricolo fossero inserite anche colf e badanti, il M5s ha ottenuto che i permessi temporanei siano subordinati a un controllo dell'Ispettorato del lavoro

È stata raggiunta un’intesa sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano nel settore agricolo. Durante un vertice notturno sarebbe stato siglato un compromesso sulla norma di cui si discute da giorni: accanto all’istanza del datore di lavoro ci sarà anche l’istanza del lavoratore, che otterrà un permesso temporaneo di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro alla sottoscrizione del contratto, ma con verifiche più stringenti che provino di aver svolto in passato attività lavorativa nel settore agricolo.

LEGGI ANCHE: Perché si parla della regolarizzazione dei migranti

L’accordo per la regolarizzazione dei migranti all’interno del Decreto Rilancio è frutto di una serie di compromessi. Il Pd ha ottenuto l’inserimento anche di coloro che svolgono ruoli domestici, come badanti e colf. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto che i permessi temporanei (sei mesi) siano subordinati a un controllo dell’Ispettorato del Lavoro. Solo infatti se l’Ispettorato certificherà che gli immigrati, che ne fanno richiesta, hanno già lavorato in quei settori in passato, potranno ottenere il permesso di ricerca di lavoro per sei mesi in attesa di trasformarlo poi permesso di lavoro vero e proprio.

«Rifiniture sono in corso», commenta prudente la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Per il Viminale il testo è un buon compromesso. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese non aveva mai dubitato che si sarebbe raggiunto. Manca un ultimo miglio, ma se i nodi politici non si aggrovigliano, nel decreto rilancio si varerà anche la regolarizzazione.

Non si fanno numeri al Viminale. Ma i migranti da regolarizzare potrebbero essere 500 mila. Infatti le leve di regolarizzazione sono due: quella dei permessi di ricerca di lavoro (con il vaglio dell’Ispettorato lavoro) e alla fine per sei mesi, ma soprattutto quella che affida al datore di lavoro l’emersione del lavoro “in nero”. Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto, sarà dato un permesso di soggiorno della durata del contratto di lavoro. I datori di lavoro che dichiarano le pregresse irregolarità avranno uno scudo penale e amministrativo.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi