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Scuola, come si tornerà in classe a settembre

Ingressi scaglionati per evitare assembramenti, poi le mascherine obbligatorie, tranne che per i bimbi delle materne, e l’obbligo di un metro di distanza tra un banco e l'altro

Distanziare, dividere, dimezzare. Il Comitato scientifico sta valutando le nuove regole per il rientro a scuola da settembre. A cominciare dagli ingressi scaglionati per evitare assembramenti, poi le mascherine obbligatorie, tranne che per i bimbi delle materne e nelle interrogazioni alla lavagna, e l’obbligo di un metro di distanza tra un banco e l’altro. Un altro problema da risolvere prima del rientro a scuola a settembre è il numero di studenti per classe. Fino allo scorso febbraio i 40 mila edifici scolastici ospitavano in tutto 7,5 milioni di alunni dai tre ai 19 anni, suddivisi in poco meno di 370 mila classi: 20,5 per aula in media, ma con enormi differenze a seconda del tipo di scuola e della regione.

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Ed è per questo che la ministra Lucia Azzolina ha già annunciato che per i ragazzi delle superiori si potrà (e dovrà) ricorrere alla didattica mista, un po’ a casa e un po’ a scuola, evitando così il problema della divisione delle classi e della moltiplicazione degli insegnanti. Mentre per i più piccoli si immagina di suddividere i bambini in gruppi da 10-12 alunni al massimo. Le lezioni potrebbero essere ridotte a 45 minuti e non si esclude nemmeno la possibilità di effettuare alcune lezioni all’aperto o nei musei.

Il Miur ha già fatto capire che toccherà in gran parte ai presidi ingegnarsi a trovare delle soluzioni, mentre saranno i Comuni a dover cercare aule e spazi alternativi. Ma se almeno ai bambini delle elementari si vuol dare la possibilità di tornare tutti a scuola divisi in piccoli gruppi bisognerà garantire un numero di insegnanti adeguato, a meno di non voler ridurre le ore di didattica vera e propria e di affidare i bambini, come ha suggerito Azzolina, anche ad educatori o volontari delle cooperative per attività culturali da aggiungere al curriculum. La Cisl ha già fatto due conti: per stare tranquilli bisognerebbe aumentare il numero di classi di una volta e mezza assumendo, in via straordinaria e solo per un anno, 80 mila educatori di scuola materna e 70 mila maestre elementari. Costo dell’operazione? Due miliardi e mezzo.

L’obiettivo è quello di assicurare a studenti e docenti un ritorno in aula in piena sicurezza per contenere la pandemia del coronavirus. La mascherina, come dicevamo, sarà obbligatoria anche se potrà essere abbassata durante le interrogazioni, a patto che la cattedra si trovi ad almeno due metri dall’alunno, esattamente come avverrà durante gli esami di maturità dove i ragazzi potranno sostenere la prova orale anche senza protezione. Per la materna, pediatri e Organizzazione mondiale della sanità hanno deciso che la mascherina non sarà obbligatoria. La regola vale per i bimbi dai 3 ai 5 anni. Non saranno obbligatori i guanti: di contro, sarà disponibile molto gel igienizzante per le mani. Torneranno ad essere operative anche le mense nelle quali, però, verranno applicate le stesse regole dei ristoranti.

Ma la vera rivoluzione riguarda l’orario di ingresso a scuola. Si entrerà a scaglioni dalle 8 alle 10, ogni mezz’ora e sempre a gruppi. Quello che preoccupa è soprattutto la questione spostamenti: 8,5 milioni sono gli alunni e i loro genitori che dovranno muoversi dalle proprie abitazioni per raggiungere le scuole, chi con mezzi privati, chi con quelli pubblici che rischieranno il sovraffollamento.

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