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Assistenti civici, scontro nel governo. Il Viminale: «Non siamo stati informati»

La decisione presa dal ministero degli Affari regionali di concerto con Anci solleva critiche e dubbi sulla reale utilità di un esercito di volontari per far rispettare le regole della fase 2 anche all'interno della maggioranza

Diventa un caso politico il reclutamento di 60mila assistenti civici a cui affidare parte del monitoraggio sul rispetto delle misure per la fase 2. Una decisione presa senza consultare il ministero dell’Interno, fa sapere il Viminale. «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno per l’istituzione della figura degli ‘assistenti civici’ in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio», si apprende da fonti del Viminale stesso.

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Tra le forze politiche fioccano le critiche e i dubbi sulla reale utilità di una tale misura anche all’interno della maggioranza. Malumore anche tra i Cinque Stelle. L’iniziativa dei 60 mila assistenti civici? «Non è concordata con il Movimento, e appare a tutti gli effetti una fuga in avanti inaccettabile. Chiederemo il ritiro dell’ordinanza e una discussione approfondita in maggioranza», dice il capo politico M5s, Vito Crimi. Pure il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, è netto: «Assistenti civici per me no». E su Twitter spiega: «Con il Movimento questa proposta non e’ stata condivisa e non la vogliamo. Noi siamo al governo per fare il bene dei cittadini nonostante le tante difficoltà. Basta sparate. Serve responsabilità e serietà».

L’ultimo a intervenire del M5s sulla questione è Gianluca Castaldi, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. «La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila assistenti civici non mi convince. E non convince il M5s. Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza», ha twittato.

Ma anche dal Pd criticano l’iniziativa: «Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici. Servono ministri che facciano i ministri e amministratori che facciano gli amministratori. Non una schiera di influencer che commentano indignati le foto del giorno», scrive Matteo Orfini.

Attacchi ancora più duri dall’opposizione. «Cos’è la versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione? Credo veramente che si stia esagerando. La deriva autoritaria alla quale stiamo assistendo sta assumendo contorni grotteschi ma non per questo meno pericolosa di ogni altra deriva liberticida. Al governo consiglio di non tirare troppo la corda perché gli italiani sono stanchi e arrabbiati», ha detto Giorgia Meloni.

«Che strana la sinistra italiana. Da sempre contro le “ronde” di cittadini disarmati per controllare parchi giochi e quartieri dove giocano i nostri figli, adesso con la scusa del virus inventa “assistenti civici” per controllare cosa fanno gli Italiani», twitta Matteo Salvini.

«Ci mancavano gli ‘ausiliari del Covid’, la goffa Guardia civica composta da assistenti civici reclutati tra cassa integrati e percettori del reddito di cittadinanza ai quali verrà richiesto di effettuare controlli anti contagio e di ‘dimostrare senso civico’. Chiamiamo le cose con il loro nome: è l’ennesima pagliacciata di un governo che ritarda il futuro e insegue il presente. Una domanda tra le tante… che fine ha fatto la App Immuni con la quale ci avete assillato per mesi come precondizione per l’avvio della Fase 2? Ah saperlo..», dice Giorgio Mulé, Forza Italia.

Fonti del ministero degli Affari regionali intanto chiariscono che gli assistenti civici non potranno comminare multe. «Quando si parla di assistenti civici parliamo di volontariato – ribadiscono fonti interne al ministero degli Affari Regionali – Stiamo parlando di 16 ore settimanali che ciascuno può regalare al proprio comune per aiutare gli anziani, portare spesa e medicine, aiutare nell’organizzazione del distanziamento sociale, come ad esempio fuori dalle chiese o fuori dai parchi per contingentare gli ingressi». Compiti ben diversi da quelli assegnati alle forze dell’ordine: «Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz. In caso di assembramenti non potranno fare multe né chiedere i documenti ma solo segnalare a vigili e forze dell’ordine», chiariscono dal ministero guidato da Francesco Boccia.

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