È arrivata l’ora della riapertura anche per palestre, piscine e centri sportivi in gran parte d’Italia. Pochissime le eccezioni, tra cui la Lombardia, dove l’attività riprende il 31 maggio, e la Basilicata, che rinvia al 3 giugno. Ma la nuova fase 2 riguarderà anche tante altre attività, con differenze tra le regioni. C’è chi riaprirà i luna park e chi le scuole guida. Ma ci sono novità anche per i noleggi delle auto, per i centri sociali, aree gioco per i bambini, per le spiagge e in alcuni casi anche per gli spostamenti fuori regione.
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In Veneto riaprono parchi tematici e aree di intrattenimento, i noleggi di auto, bici e moto, gli informatori medici e del farmaco, aree giochi per bambini all’aperto, anche nei centri commerciali e strutture ricettive. Secondo una nuova ordinanza di Luca Zaia, via anche a centri sociali, sedi culturali e circoli così come riparte la formazione professionale per laboratori, esami e tutoraggio. Si dovrà attendere il primo giugno per i servizi per l’infanzia come i centri estivi, in anticipo comunque rispetto alle indicazioni nazionali.
In Emilia Romagna riaprono tutte le strutture ricettive (erano già aperti gli alberghi), come agriturismi, ostelli, b&b, case per ferie, rifugi alpini ed escursionistici, affittacamere, case e appartamenti per vacanza. E riprende anche l’attività di luna park e parchi acquatici, seguendo il protocollo regionale: ingressi limitati, con un numero massimo di persone presenti contemporaneamente, distanziamento sociale e assembramenti vietati. Bisognerà favorire le prenotazioni online e si dovranno prevedere, se possibili, percorsi separati per ingresso e uscita. Vengono inoltre sospese alcune attività come quelle di animazione.
In Sardegna le strutture per anziani e disabili sono pronte nuovamente a dare assistenza alle persone. Già ripartita invece per quanto riguarda la Campania l’attività degli stabilimenti balneari, nel rispetto di un protocollo di sicurezza che prevede almeno 10 metri quadrati per ombrellone e 1,5 metri minimi tra sdraio e lettini, salvo che per gli appartenenti allo stesso nucleo familiare.
L’Umbria permette ai suoi cittadini di spostarsi fuori dalla propria regione, ma solamente nel comune confinante con il proprio per chi abita al confine: niente limitazioni, però, solamente per le visite ai congiunti. In Regione riaprono anche biblioteche, musei, agriturismi e tutte le imprese del commercio al dettaglio su aree pubbliche, come nel caso dei mercati.




