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Coronavirus, seconda ondata di contagi? L’allarme dell’Oms e dell’Iss

Brusaferro avverte che i «dati fanno prevedere un aumento di casi in autunno». Per l’agenzia dell’Onu non bisogna abbassare la guardia: «Il Covid non è sparito»

Mentre il governo si trova a decidere sulla mobilità tra regioni, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, avverte che i «dati fanno prevedere una seconda ondata Covid». Allarme condiviso anche dall’Organizzazione mondiale della sanità. «Il coronavirus non è sparito e con l’allentamento delle restrizioni dobbiamo prepararci all’arrivo di nuove ondate che si diffonderanno molto velocemente», ha detto l’inviato speciale dell’Oms per il Covid-19 David Nabarro. Anche se le misure di lockdown saranno progressivamente eliminate in tanti Paesi del mondo le persone, è l’invito del rappresentante dell’agenzia dell’Onu, dovranno continuare a praticare il distanziamento sociale e cercare di isolare il prima possibile chi si ammala.

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«Per gli scenari che immaginiamo, in autunno, una patologia come il Sars-cov-2, che è trasmessa da droplet, si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio» e «la famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo». Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro è intervenuto durante l’audizione alla Camera, in commissione Bilancio, sul decreto Rilancio. «Il virus è ancora presente – ha sottolineato – e i comportamenti dei singoli sono le misure più efficaci per ridurne la circolazione. E le molte persone non entrate in contatto, e dunque suscettibili al virus, sono un serbatoio per la sua diffusione».

Per questo motivo, «con la prossima settimana – ha spiegato Brusaferro – ci avviamo a una sfida ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai». Il presidente dell’Iss ha parlato della necessità dei controlli. «Abbiamo superato – ha detto – la curva di picco dell’infezione e siamo nella discesa. Ma dobbiamo avere la capacità di identificare e diagnosticare i casi sospetti precocemente e tempestivamente, laddove ci sono di isolarli e di adottare i controlli».

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