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Dal 3 giugno via libera agli spostamenti tra regioni

L’annuncio del ministro Speranza: «Al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l'andamento della curva»

L’Italia va verso la riapertura dei confini tra le regioni con la possibilità di spostarsi liberamente in tutto il territorio nazionale. La data prevista dal governo nell’ultimo decreto legge è il 3 giugno e «al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l’andamento della curva», ha detto il ministro Roberto Speranza. Il problema della Lombardia resta, la cautela degli scienziati anche. Ma rinviare di una settimana la ripartenza avrebbe innescato tensioni non sostenibili e costretto il governo a tenere ancora chiusi i confini con l’estero.

Secondo quanto rilevato nel monitoraggio del ministero della Salute e Iss pressoché in tutte le regioni gli indici di trasmissibilità Rt sono al di sotto di 1 e il trend dei nuovi caso è in diminuzione. Le misure di lockdown in Italia «hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione» sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle ventuno regioni. Pertanto «si raccomanda cautela specialmente nel momento in cui dovesse aumentare il movimento di persone sul territorio nazionale».

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Adesso il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia sentirà singolarmente i governatori sulle riaperture. Ma le tensioni sono tutt’altro che sopite. Christian Solinas in Sardegna invoca passaporti sanitari e Vincenzo De Luca vorrebbe limitare l’ingresso dei lombardi in Campania. Ma dal canto suo il governo insiste sulla necessità di una riapertura senza distinguo. I governatori potranno decidere se far scattare misure di contenimento e toccherà al ministro Boccia valutare se impugnare o meno quarantene, patenti di immunità o altre decisioni troppo restrittive o incostituzionali.

Per riaprire i confini non sarà necessario un altro provvedimento, basterà applicare il decreto legge del 16 maggio: «A decorrere dal 3 giugno 2020 gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree». Vale a dire che possono sempre scattare nuove zone rosse se la curva dei contagi dovesse risalire.

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