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Fase 3, Conte: «Questa crisi deve essere un’occasione per ridisegnare il Paese»

Il premier parla agli italiani nel primo giorno di riaperture tra regioni: «Se possiamo ripartire è perché abbiamo accettato i sacrifici. Ma la distanza e le mascherine restano misure necessarie»

«A distanza da circa un mese dal 4 maggio i numeri possiamo dirlo con relativa prudenza ma con chiarezza sono incoraggianti». Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad un mese dalla fine del lockdown e nel giorno della riapertura dei confini regionali fa il punto sull’emergenza coronavirus. «Ci meritiamo il sorriso e l’allegria dopo settimane di duri sacrifici – ha proseguito Conte – I dati della curva epidemiologica ci confermano che il sistema di controllo del contagio sta funzionando. A distanza di un mese dal 4 maggio i numeri sono incoraggianti. Non ci sono situazioni critiche né di sovraccarico delle strutture ospedaliere su tutto il territorio nazionale. Ma il virus non è scomparso». Il premier ha invitato a non abbandonare la cautela e a continuare a rispettare il distanziamento personale e l’uso delle mascherine: « Abbandonare queste precauzioni è una grave leggerezza».

Intervenendo da Palazzo Chigi, il premier ha illustrato i provvedimenti che il governo ha messo in campo per fronteggiare l’emergenza economica causata dalla pandemia, quelli già adottati e quelli in arrivo. «La fase acuta dell’emergenza sanitaria è alle spalle ma ora dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica. Abbiamo stanziato 80 miliardi di euro pari a tre manovre economiche. Non era successo mai». «Ci sono dei ritardi nell’erogazione di bonus e ammortizzatori sociali – ha ammesso Conte – ma abbiamo un apparato statale che non era pronto». Il capo del governo ha promesso di migliorare subito le procedure di erogazione delle misure di sostegno ad aziende e lavoratori colpiti dalla crisi. «La crisi – dice il premier – sarà un’occasione per superare i problemi strutturali e ridisegnare il Paese».

Conte ha spiegato i primi obiettivi del recovery plan che sarà attuato nei prossimi mesi: modernizzazione e digitalizzazione del Paese, per favorire i pagamenti elettronici e contrastare l’economia sommersa; disponibilità della banda larga in tutta Italia; consolidare le piccole e medie imprese, rilanciare gli investimenti pubblici e privati; investire in reti e infrastrutture. «Dobbiamo investire nelle grandi reti telematiche, idriche, energetiche – ha ribadito Conte – Dovremo accompagnare il sistema Italia verso una transizione energetica. Andremo a bandire migliaia di posti per i nostri ricercatori. Dobbiamo investire ancora di piuù nella ricerca e nella scuola. Dobbiamo puntare forte come mai prima sul diritto allo studio». Conte ha parlato anche della necessità di riformare la giustizia e il fisco. «Per dare una spinta al Paese bisognerà rilanciare gli investimenti pubblici e privati, tagliando la burocrazia. Snellendo le procedure, quindi, si attrarranno nuovi investitori internazionali e il governo procederò quanto prima – dice Conte – a una riforma del fisco».

Conte ha precisato che il fondo messo a disposizione dalla Ue con il Recovery plan «non è un tesoretto a disposizione del governo di tutto, ma una opportunità per tutti i cittadini italiani». Per questo motivo, ha annunciato, nei prossimi giorni una riunione a Palazzo Chigi: «Il fondo deve essere usato per un progetto lungimirante condiviso: ecco perché intendo convocare a Palazzo Chigi tutti i principali attori del sistema Italia». Ha poi detto che il governo sicuramente chiederà di partecipare ai programmi Sure e Bei ma che deve essere valutato ancora in termini di reali benefici l’eventuale ricorso ai fondi Mes. «Ne parlerò col Parlamento. Ricordo che è un prestito, vanno valutate una serie di previsioni inserite nel regolamento».

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