La Camera dei deputati ha convertito in legge il decreto scuola, a meno di 24 ore dalla scadenza di domenica e dopo quasi 48 ore di battaglia con l’ostruzionismo del centrodestra, con le norme per la conclusione dell’anno scolastico in corso. I sì sono stati 245 (con molte assenze nelle fila della maggioranza), i no 122. Il punto più critico è stato quello del concorso straordinario per 32mila docenti precari con almeno tre anni di servizio.
Il decreto contiene la cornice normativa per lo svolgimento degli esami di Stato finali del I e II ciclo di quest’anno e per la valutazione finale degli studenti. In particolare, la maturità avrà solo la prova orale e si svolgerà in presenza davanti a una commissione di sei insegnanti interni e di un presidente esterno. Quello di terza media avverrà online, la valutazione coinciderà con quella finale sull’anno trascorso data dal consiglio di classe e terrà conto anche di un elaborato scritto dagli studenti, che sarà esposto in videoconferenza.
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Dal prossimo anno scolastico, il giudizio finale per gli alunni della scuola primaria sarà descrittivo e non più espresso con il voto in decimi. L’emendamento punta a valorizzare un «sistema a dimensione formativa della valutazione», che accompagna il percorso degli studenti. Una successiva ordinanza del ministero dell’Istruzione darà alle scuole tutte le indicazioni operative.
Il testo introduce anche maggiori tutele per gli alunni con disabilità. I dirigenti scolastici, sulla «base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilità», tenuto conto della particolarità di questo anno scolastico, dopo aver sentito i Consigli di classe e acquisito il parere del Gruppo di lavoro per l’inclusione della loro scuola, potranno consentire «la reiscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico 2019-20». Questo consentirà di recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l’autonomia stabiliti nel piano educativo individualizzato.
Novità anche per i privatisti che avranno l’esame a settembre e vogliono iscriversi all’università. I candidati che dovranno sostenere l’esame del II ciclo nella sessione straordinaria di settembre, in attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato e ad altre prove previste dalle università, istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma. Potranno partecipare con riserva anche a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado.
Il decreto concede maggiori poteri a sindaci e presidenti delle arre metropolitane in materia di edilizia scolastica, così da favorire un più rapido adeguamento delle strutture in vista del prossimo anno di studi. L’esecuzione degli interventi sarà infatti velocizzata: fino al 31 dicembre 2020 i Sindaci e i presidenti delle Province e delle Città metropolitane potranno operare con poteri commissariali. Gli enti locali avranno, dunque, uno strumento in più per agire e garantire che gli interventi possano svolgersi rapidamente e in tempi utili per l’avvio del prossimo anno scolastico.
Cambia il concorso straordinario per l’ingresso nella scuola secondaria di I e II grado. I docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, ma una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Il bando di concorso, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine aprile, sarà modificato tenendo conto delle novità introdotte in Senato. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno.
Le graduatorie dei supplenti, invece, saranno aggiornate, ma anche provincializzate e digitalizzate. Si attuerà, perciò, quanto previsto dal decreto scuola di dicembre, ma con un’importante semplificazione per garantire l’attuazione delle nuove regole in tempo per il nuovo anno scolastico: il ministero potrà emanare un’apposita ordinanza, anziché muoversi per via regolamentare. La provincializzazione consentirà di sgravare le segreterie delle istituzioni scolastiche: saranno gli Uffici territoriali del Ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà, poi, informatizzata per tagliare i tempi e rendere il processo più efficiente anche a vantaggio degli insegnanti e degli studenti. Con il nuovo modello le supplenze saranno assegnate più rapidamente. È inoltre prevista l’istituzione di un apposito Tavolo di confronto, presieduto dal ministro, per avviare «con periodicità percorsi abilitanti» e fare chiarezza sul percorso per diventare insegnanti, consentendo così anche ai giovani neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento «caratterizzato da una formazione adeguata».




