Il premier Giuseppe Conte lavora al piano per la ripartenza dopo l’emergenza coronavirus e, in interviste e ricostruzioni di diversi quotidiani, spazza via le voci sulla costruzione di un suo partito personale. Come ricostruisce il Corriere della Sera, Conte ha chiarito: «Sono qui non per interessi personali, per favorire qualcuno o degli amici, ma solo per spirito di servizio, è un incarico gravoso, ma sarebbe folle da parte mia dedicare anche una sola caloria a questi pensieri». Ma l’ipotetico “partito di Conte” vola nei sondaggi e, secondo le intenzioni di voto raccolte da Agi/Youtrend, sarebbe stimato tra il 12% e il 15% mangiando voti ai Cinquestelle e Pd e pescando nel bacino di astenuti e indecisi.
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Anche un sondaggio di Quorum/YouTrend per Sky Tg24 di qualche giorno fa, svelava numeri molto simili su un’eventuale lista Conte, un consenso pari al 14,1%. Nell’ultima settimana, due nuove rilevazioni effettuate da altrettanti istituti hanno sostanzialmente confermato quel dato, mostrando un consenso virtuale oltre la doppia cifra: Ixè parla di un 12,1% mentre EMG di un 15% netto.
Da quanto emerge dai sondaggi il “partito di Conte” otterrebbe la maggior parte dei suoi consensi togliendo voti al Movimento 5 Stelle (Quorum 17%, Ixé 31%, EMG 35%) e al Partito Democratico (Quorum 16%, Ixé 28%, EMG 42%) ossia i partiti che attualmente compongono e sostengono l’esecutivo. Una percentuale minore dei consensi verrebbe invece da elettori che attualmente si riconoscono nei partiti di centrodestra (Quorum 8%, Ixé 17%, EMG 22%). La vera incognita riguarda invece il bacino degli indecisi e degli astenuti. Nell’ipotesi più “benevola”, ad ogni modo, poco più della metà dell’elettorato di una lista Conte ad oggi sarebbe composta da cittadini che ad oggi non si riconoscono in alcun partito esistente.




