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Coronavirus, Pechino si blinda. Oms: «L’origine del focolaio è europea»

Gli scienziati dell'organizzazione mondiale della sanità hanno esaminato il virus trovato nel mercato di Xinfadi. Sarebbe di un ceppo più vecchio di quello che attualmente sta colpendo il nostro continente

Dopo mesi di contagi zero, a Pechino si registrano nuovi positivi al coronavirus. Il nuovo focolaio si sarebbe sviluppato nel mercato all’ingrosso di generi alimentari Xinfadi, nel distretto sud-occidentale di Fengtai. La città ha alzato il grado di allerta, rafforzando i controlli ed estendendo i test a tutti coloro che hanno visitato il mercato o l’area di Fengtai. Per precauzione, la capitale ha di nuovo sospeso gli eventi sportivi, bloccato l’arrivo di turisti e rimandato l’apertura di asili e scuole elementari.

Dall’11 giugno scorso, quando è emerso il primo caso di contagio a Pechino dopo quasi due mesi a quota zero, sono 205 i casi di contagio confermati nella capitale cinese. Secondo l’ultimo aggiornamento della Commissione Nazionale per la Sanità, risultano anche quattro casi di contagio provenienti dall’estero e uno sviluppato localmente nella provincia dello Hebei, limitrofa a Pechino, mentre i nuovi casi asintomatici, conteggiati a parte rispetto al totale, sono sette.

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«Abbiamo ricevuto diverse sequenze del genoma del coronavirus da Pechino. L’origine del focolaio nel mercato della capitale cinese è europea». Lo ha confermato la dottoressa Maria van Kherkove dell’Oms nel corso del consueto briefing sul Covid-19. Le informazioni diffuse dal Chinese Center for Disease Control and Prevention sono fondate sui dati raccolti su due positivi e su un campione ambientale. Secondo quanto sostengono le autorità cinesi, il nuovo coronavirus rilevato a Pechino proviene dall’Europa appartenendo a un ceppo più vecchio rispetto a quello che attualmente sta circolando nel Vecchio Continente.

Secondo studi preliminari citati da un funzionario del centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, Zhang Yong, «il gran numero di campioni presi allo Xinfadi indica che il virus era presente lì già da tempo». Zhang ha basato le sue valutazioni «sui risultati preliminari delle ricerche» dai quali è emerso che il virus ha una origine europea, ma «non è del tutto dello stesso ceppo europeo». Si è detto convinto che «se fosse arrivato in città da un breve periodo, non ci sarebbe stato un consistente numero di campioni positivi raccolti. Ad ogni modo, abbiamo bisogno di più dati prima di prendere una decisione documentata sulle origini».

Su come sia arrivato a Pechino, la spiegazione cinese è che possa essere stato importato con il cibo congelato sopravvivendo nel buio, in un ambiente umido non propriamente disinfettato prima di essere esposto al mercato di Xinfadi. Il cibo congelato per il trasporto ha evitato la mutazione del virus ed è per questo, secondo Zhang, che il genoma è molto più simile a quello originario in Europa, mentre i test di laboratorio potranno aiutare a comprendere le modalità della trasmissione.

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