Politica

Caso Floyd, Lega e FdI votano contro risoluzione Ue che condanna il razzismo

Il voto ha suscitato forti polemiche da parte del Pd e del M5s: «Mentre l’Europa si schiera in difesa dei diritti umani, siamo di fronte ad una destra demagogica e pericolosa»

Non si placano le polemiche all’indomani del voto, al Parlamento europeo, della risoluzione che condanna ogni forma di razzismo, odio e violenza dopo il caso della morte di George Floyd. Almeno non in Italia, considerato che gli eurodeputati di Lega e Fratelli d’Italia hanno votato.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha definito una «vergogna» questa scelta, sottolineando come ci sia «chi soffia sull’odio e chi, come noi, lo combatterà sempre». Sulla stessa linea anche l’esponente di Italia Viva Maria Elena Boschi, che su Facebook definisce «incredibile» il voto contrario sottolineando di essere «orgogliosamente diversi da chi non condanna razzismo e violenza».

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I deputati e le deputate del Movimento cinque stelle della commissione Politiche Ue hanno scritto in una nota che «da mesi» denunciano «il fatto di avere in Italia la peggiore opposizione degli ultimi 30 anni, con questo ultimo episodio Lega e FdI non fanno che confermarlo». «I partiti di Salvini e Meloni, infatti votando contro la risoluzione di condanna dell’atroce morte di George Floyd negli Stati Uniti e di tutte le uccisioni analoghe nel mondo, hanno veramente toccato il fondo: siamo di fronte ad una destra demagogica e pericolosa, incapace persino di condannare le forme di razzismo. Mentre l’Europa si schiera, con fermezza, in difesa dei diritti umani in tutto il mondo, registriamo una destra becera che continua a strizzare l’occhio, alimentando così anche le violenze, alle peggiori pulsioni della società nonché al più becero oscurantismo. Lega e FdI si dovrebbero vergognare per il loro voto».

Fonti della Lega all’europarlamento hanno espresso «numerose perplessità sulla proposta di risoluzione», che secondo i deputati europei del Carroccio «presenta molti obiettivi utopici» e «rappresenta una realtà distorta». I leghisti hanno ritenuto «inopportuno paragonare la situazione Usa con quella Ue», non condividendo «le prese di posizione e le strumentalizzazioni per attaccare indiscriminatamente i rappresentanti delle forze dell’ordine, il presidente Usa e forze politiche che esprimono pareri critici rispetto alla gestione dei fenomeni migratori». «Pensiamo inoltre – hanno spiegato – che sia un tema di diritti civili trasversali, stravolto da una campagna mediatica che ha fomentato fenomeni di violenza e vandali».

Dello stesso parere anche FdI il cui capodelegazione, Carlo Fidanza, ha spiegato che «nel ribadire la ferma condanna per l’uccisione di George Floyd, siamo stati costretti a votare contro un testo che le sinistre hanno infarcito di ideologia, attacchi all’amministrazione Trump, pregiudizi contro le forze dell’ordine e spinte immigrazioniste giustificate dai sensi di colpa storici che dovrebbero avere gli europei. Nessuna ferma condanna delle violenze e dei saccheggi perpetrati durante le proteste, nessuna seria presa di distanza dalle assurde campagne talebane contro i monumenti della nostra storia. Un testo invotabile».

La risoluzione, approvata con 493 voti favorevoli, 104 contrari e 67 astensioni, tra i vari punti, dichiara che «la vita dei neri conta (Black Lives Matter)», condanna «fermamente l’atroce morte di George Floyd negli Stati Uniti, nonché le uccisioni analoghe dovunque nel mondo», così come «tutte le forme di razzismo, odio e violenza». I deputati invitano il governo e le autorità Usa ad adottare misure risolute per affrontare il razzismo e le disuguaglianze strutturali. Inoltre condannano la repressione da parte della polizia Usa dei manifestanti pacifici e giornalisti e deplorano la minaccia del presidente Trump di dispiegare l’esercito. Il Parlamento europeo afferma che nelle nostre società razzismo e discriminazione non sono ammessi e chiede all’Ue di adottare una posizione forte e decisa. Nel testo si legge che è necessario porre fine a qualsiasi forma di profilazione razziale o etnica nell’ambito dell’applicazione del diritto penale, delle misure antiterrorismo e dei controlli sull’immigrazione.

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