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Effetto coronavirus, dove sono aumentati di più i prezzi in Italia e in Europa

Dopo il lockdown il mese di maggio ha registrato un sensibile aumento dei prezzi in molte città italiane. Anche in Europa la pandemia ha fatto lievitare i listini in diversi settori, dal cibo all’abbigliamento

L’Eurostat e l’Unione nazionale consumatori hanno offerto un resoconto delle conseguenze che l’emergenza coronavirus ha provocato nel mercato italiano ed europeo, segnalando i rincari che colpiscono settori come quello del cibo o dell’abbigliamento. Le vacanze estive, per chi potrà concedersele, sono alle porte. E, con esse, il rischio di dover fare i conti con stangate inattese. Così Eurostat fornisce dei suggerimenti per chi si trova o si troverà a fare acquisti nei paesi europei e l’Unione nazionali dei consumatori fa una panoramica dei rincari nelle varie regioni italiane.

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Tra i confini Ue il paese più caro è senza dubbio la Danimarca, mentre le mete più vantaggiose sono la Bulgaria e la Romania. In Italia invece il mese di maggio ha registrato rincari per i prodotti alimentari del 6,4% su base annua a Caltanissetta, Trieste, (+5,1%, era +5,3%), Avellino e Trapani (+4,7% per entrambe). Per quanto riguarda le regioni, dal report dell’Unione nazionale dei consumatori viene fuori che il cibo più caro, in termini di aumento dei prezzi, si trova in Basilicata, +3,9%. Seguono Umbria, Lazio e Calabria (+3,4% per tutte), al terzo posto Campania e Sicilia (+3,3%)

L’ufficio statistico dell’Unione europea ha analizzato i livelli dei prezzi dei 27 paesi e stilato una classifica di quelli più e meno cari per sei tipologie di prodotti e servizi. Se da una parte è opportuno considerare che la rilevazione si basa sui prezzi dell’anno scorso, quindi in un contesto molto diverso da quello attuale post pandemia, gli spunti in questo documento non mancano. In generale il posto più caro è la Danimarca (indice pari al 141%), con prezzi superiori di tre volte a quelli della Bulgaria (53%), il paese più economico. In particolare, i rincari sono stati segnalati nel settore della telefonia, computer e tecnologia, con un andamento al rialzo che è riscontrabile però anche a Parigi. Così come è meglio essere preparati a spendere molto se si vogliono comprare alcolici a Dublino, Helsinki o Stoccolma.

In Italia i costi sono poco più alti della media (l’indice è pari al 103%): è lontana dalle stangate della Danimarca (141%), e anche di Irlanda (134%) e Lussemburgo (131%). Ma appaiono distanti pure i mini-prezzi di Bulgaria (53%) e Romania (55%). Le capitali del risparmio sono Bucarest per il cibo, Sofia per la moda, i ristoranti e gli hotel, gli alcolici e il tabacco, Bratislava per i mezzi di trasporto e Varsavia per l’elettronica.

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