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Dopo la Germania, anche l’Italia pensa a un taglio dell’Iva per sostenere l’economia

«Non è stato ancora deciso nulla, anche perché è una misura costosa», chiarisce Conte in conferenza stampa a Villa Pamphilj. Anche se potrebbe essere necessaria per far ripartire i consumi

L’Italia segue la Germania e si prepara a ridurre l’Iva per rilanciare i consumi: un primo step concreto per spingere l’economia prima di mettere in campo le misure legate al Recovery Fund per il prossimo anno che vanno dalla digitalizzazione alle opere pubbliche. Il piano Iva è ambizioso e potrebbe essere deciso dal governo già questa settimana: «C’è molta preoccupazione sul fatto che non sia ripartito appieno quel clima di fiducia che fa innescare il circuito dei consumi. Non è stato ancora deciso nulla, anche perché è una misura costosa È allo studio del governo e questa settimana sarà già decisiva per una prospettiva del genere», ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa conclusiva degli Stati generali, a Villa Pamphilj.

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Parole che mostrano cautela, ma che allo stesso tempo ammettono che l’ipotesi sia in cantiere e che potrebbe essere inserita tra le misure su cui il governo si prepara a lavorare. Se prima della pandemia si parlava piuttosto della possibilità di aumentare l’Iva per alcuni prodotti e categorie, adesso l’esecutivo si trova a ragionare in maniera completamente opposta. Ovviamente si tratta solo di un provvedimento temporaneo che, abbassando l’Iva, spingerebbe i consumatori a spendere ravvivando un’economia messa in ginocchio da quasi tre mesi di lockdown.

Come ha fatto la Germania nel suo piano straordinario di spesa per fronteggiare la crisi economica causata dal coronavirus. La misura voluta da Angela Merkel prevede il taglio dell’Iva dal 19% al 16% e dal 7% al 5% per sei mesi, con un costo da 20 miliardi. È anche vero che la situazione della Germania è molto diversa dalla nostra, e il governo tedesco dispone di un margine di manovra molto più ampio rispetto a quello italiano, partendo da un debito e un quadro di conti pubblici molto più in salute rispetto a quelli del nostro Paese.

L’Iva in Italia parte da una quota standard del 22% e una ridotta al 10%, che può scendere fino al 4% per i beni di prima necessità. Non è ancora chiaro, in questa fase, a quanto potrebbe ammontare il taglio. Ad ogni modo, la riduzione dell’Iva non sarebbe generalizzata, ma applicata a una serie di prodotti. Quelli dei settori più colpiti dall’emergenza, come quello del turismo o della moda.

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