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È l’Italia che pagherà più caro per il coronavirus: Pil a -12,8% secondo Fmi

L’aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo monetario prevede una contrazione dell'economia mondiale nel 2020 del 4,9%

Una recessione ancora peggiore di quanto previsto ad aprile: Fmi rivede al ribasso le stime sull’andamento dell’economia nel 2020. Il lockdown deciso per contenere il coronavirus ha «salvato vite umane ma ha anche innescato la peggiore recessione dalla Grande Depressione», con l’economia mondiale che nel 2020 dovrebbe contrarsi del 4,9% in più di quanto stimato ad aprile. A complicare il quadro è una ripresa più lenta delle attese, con una crescita attesa al 5,4% il prossimo anno. L’Fmi nell’aggiornamento del World Economic Outlook calcola che tra il 2020 e il 2020 l’economia globale perderà 12.500 miliardi di dollari.

Le stime peggiori riguardano l’Italia: il Pil quest’anno è previsto contrarsi del 12,8%, ovvero 3,7 punti percentuali in più rispetto al -9,1% della precedente stima. Per il 2021 la crescita è stata rivista al rialzo al +6,3%, 1,5 punti percentuali in più rispetto a quanto previsto ad aprile. Le conseguenze del coronavirus si abbattono anche sul debito pubblico e sul deficit italiani nell’anno in corso. Dopo il 134,8% del 2019 il debito è atteso salire al 166,1% del pil nel 2020, per poi calare al 161,9% nel 2021. Il deficit è atteso al 12,7% del pil quest’anno (8,3% la stima di aprile) e al 7% nel 2021 (3,5% la previsione di aprile). Nel Documento di economia e finanza di aprile il governo aveva previsto un Pil in caduta di 8 punti, un deficit al 10,4% del pil e un debito al 155% del prodotto interno lordo.

Nei Paesi avanzati il Pil crolla dell’8% quest’anno, con un taglio dell’1,9% rispetto al dato pubblicato nel World Economic Outlook di aprile. Le previsioni indicano per quest’anno un crollo del Pil del 10,2% nell’Eurozona (-2,7%), del 5,8% in Giappone (-0,6%), del 10,2% in Gran Bretagna (-3,7%), del 7,8% in Germania (-0,8%) e del 12,5% in Francia (-5,3%). Per il 2021 il rimbalzo dell’attività economica dell’area è fissato al 4,8% (+0,3%).

Per i mercati emergenti e in via di sviluppo la sforbiciata sulle stime 2020 è invece del 2%, per un calo del Pil stimato al 3%. Si salverà la Cina, dove il lockdown è terminato prima e che, grazie a questo, dovrebbe vedere il suo prodotto salire quest’anno dell’1%. Ma il coronavirus avrà effetti pesanti sull’India (-4,5%). E ancora più devastante sarà l’impatto sull’America latina, dove la pandemia non sembra ancora arrestarsi. L’economia brasiliana si contrarrà del 9,1%, quella messicana del 10,5%. Per l’anno prossimo l’Fmi si attende un rimbalzo del 5,9%, in larga parte trainato dalla Cina (+8,2%). Esclusa l’economia del Dragone, il prodotto dell’area scende del 5% nel 2020 e risale del 4,7% nel 2021.

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