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La Libia apre alle richieste dell’Italia sul memorandum migranti

Il ministro degli Esteri, di ritorno da Tripoli, ha dichiarato che i colloqui tra le parti per apportare modifiche agli accordi del 2017, firmati dal governo Gentiloni, riprenderanno tra pochi giorni

Il 2 luglio partiranno i negoziati per la modifica del memorandum Italia-Libia sui migranti. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di ritorno dall’incontro a Tripoli con il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale, Fayez al-Sarraj. «Al-Sarraj – ha spiegato il capo della Farnesina in conferenza stampa – mi ha consegnato la proposta libica di modifica del memorandum of understanding in materia migratoria. Ad una prima lettura si va in una giusta direzione, con la volontà della Libia di applicare i diritti umani».

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Una proposta che va incontro alle richieste avanzate dal governo italiano a quello di Tripoli. La Libia si impegna, nell’assistere i migranti salvati nelle loro acque, a vigilare sul pieno rispetto delle convenzioni internazionali attribuendo loro protezione internazionale così come stabilito dalle Nazioni Unite. Inoltre nella bozza c’è l’impegno ad incoraggiare una nuova visione di cooperazione fra Ue e Africa finalizzata ad alleggerire i motivi che spingono i flussi migratori.

Per il ministro degli esteri italiano si tratta della terza visita in Libia in poco più di sei mesi. Di Maio ha voluto ricordare che il governo di al-Sarraj rimane il partner di riferimento nell’area per l’esecutivo italiano, spiegando che «anche nelle fasi più drammatiche dell’epidemia, il dialogo dell’Italia con la Libia non si è mai interrotto. La Libia è una priorità della nostra politica estera e della sicurezza nazionale». E ritiene «inaccettabile» una divisione del Paese, che sarebbe «l’anticamera di nuovi conflitti armati».

Di Maio ha detto di aver anche insistito sulla necessità di fermare l’afflusso di armamenti nel Paese, nonostante le due parti godano dell’appoggio militare della Turchia (per Tripoli) e di Russia, Egitto ed Emirati Arabi (per Haftar). «Nel ribadire il pieno sostegno alle autorità legittime della Libia, ho fatto presente che l’afflusso di armi nel Paese in violazione della risoluzione delle Nazioni Unite deve cessare – ha continuato Di Maio – Un ruolo fondamentale in questo senso può essere svolto dall’operazione Irini e al riguardo ho assicurato al presidente al-Sarraj che l’Italia è determinata ad assicurare che sia geograficamente bilanciata e possa operare garantendo efficacia e imparzialità».

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