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La posizione dei partiti sul Mes

Al prossimo Consiglio europeo i Paesi membri dell'Ue dovranno decidere sul fondo salva-Stati, ma i partiti italiani continuano a litigare

I Paesi membri dovranno annunciare al prossimo Consiglio europeo se intendono usufruire dei fondi proposti dalla Commissione Ue per gli Stati duramente colpiti dalla pandemia da coronavirus. L’Unione europea ha previsto una serie di misure economiche tra cui il fondo Next generation, anche detto Recovery Fund, e il fondo salva-Stati per le spese sanitarie. Ma se per il primo la maggioranza è compatta e decisa a far di tutto per convincere gli altri Paesi membri ad attuarlo, è sul Mes che si scontrano le forze di governo. Ma sul Meccanismo europeo di stabilità c’è stato uno scontro a distanza nei giorni scorsi tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Secondo la leader tedesca, il Recovery Fund non è abbastanza per risolvere i problemi dell’Italia causati dall’emergenza sanitaria ed economica e il fondo salva-Stati sarebbe la soluzione. «A fare i conti sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri», ha replicato duramente Conte.

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Anche dal Pd arrivano pressioni affinché il premier accetti il prestito pari a 36 miliardi di euro a un tasso intorno allo zero. Il tempo delle incertezze è ormai scaduto secondo il segretario dem Nicola Zingaretti, così come non ci sono più motivi concreti per continuare a dubitare sull’utilità del Mes ora che c’è da ripartire sulle macerie lasciate sull’economia italiana dall’epidemia di coronavirus. Con una lettera inviata al Corriere della Sera Zingaretti ha ribadito la necessità di investire in sanità e scienza. «Bisogna avere coraggio, visione e concretezza, anche per far uscire la discussione sul Mes dall’attuale confronto ancorato al passato e concentrarlo invece sulle opportunità e le cose possibili da fare per il bene comune», ha detto Zingaretti, esortando gli alleati di governo ad accettare l’utilizzo della linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità per le sole spese sanitarie dirette e indirette.

Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha esortato il governo ad accettare il fondo salva-Stati, definendolo “conveniente” e ha aggiunto: «Non si può dir di no». Dello stesso parere +Europa che si prepara a presentare una mozione firmata da Emma Bonino che «impegna il governo ad avanzare richiesta di accesso alla linea di credito Mes per finanziare la modernizzazione del sistema sanitario».

Nel governo, c’è chi si oppone al Mes ed è il Movimento 5 stelle. «La posizione del Movimento non cambia», è stato il commento categorico del ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli alle parole di Zingaretti. I pentastellati avevano già espresso nei mesi scorsi il parere contrario al fondo, definito dal capo politico del M5s Vito Crimi «uno strumento inadeguato».

Il fondo salva-Stati divide anche l’opposizione. «Il Mes rappresenta un’opportunità per rilanciare e finanziare la nostra sanità», ha detto la capogruppo di Forza Italia alla Camera Maria Stella Gelmini. «Potrebbe arrivare una seconda ondata di Covid-19, speriamo non accada, e servono investimenti per farci trovare pronti. Forza Italia ha un approccio pragmatico. Il Mes, essendo un prestito agevolato e senza condizioni capestro, è un’opportunità da cogliere», ha aggiunto la deputata forzista.

Assolutamente contrari al Meccanismo europeo di stabilità sono, invece, la Lega e Fratelli di Italia. «Quelli del Mes sono i soldi del Monopoli. Quando giocavo da ragazzino ero ricchissimo, costruivo un sacco di alberghi, sono arrivato a 47 anni ma gli alberghi non li ho», ha detto Matteo Salvini e ha aggiunto: «È un prestito da restituire a precise condizioni decise a Berlino e Bruxelles, condizioni che mettono a rischio il risparmio degli italiani. Spero che nessuno voglia ipotecare il futuro dei nostri figli». Dello stesso parere anche Giorgia Meloni. «Il Mes è uno strumento per controllare la nostra economia. È una trappola, e l’Italia non deve caderci dentro», ha detto la leader di Fratelli d’Italia.

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