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Germania alla guida dell’Ue: il piano di Merkel per rilanciare l’Europa post-Covid

Un'Unione più equa e più solidale, innovativa, sovrana, "verde" e sostenibile: il programma della cancelliera per la presidenza della Ue, che inizia oggi, è ambizioso

Per la tredicesima volta dal 1958, la Germania assume la presidenza di turno dell’Unione Europea. E lo fa in uno dei momenti più drammatici della storia della Ue e dell’umanità, alle prese con il coronavirus, una crisi economico-sociale e sanitaria senza precedenti e la più difficile sfida dalla seconda guerra mondiale. Per decenni, il Paese è stato riluttante ad assumere un ruolo di guida in Europa, preferendo coltivare i suoi interessi. Oggi,il programma della Germania per la presidenza dell’Unione europea, è ambizioso: un’Europa più equa e più solidale, più innovativa, più forte nel mondo e dunque più sovrana, più verde e più sostenibile, più innovativa e più digitale.

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All’inizio del 2020 Angela Merkel, a 65 anni, era considerata una leader politica praticamente finita. Dopo avere annunciato che si sarebbe ritirata dalla politica alla fine del suo quarto mandato da cancelliera nel 2021, il suo capitale politico si era assottigliato al punto che non era riuscita a proteggere la sua erede designata da una polemica interna, mentre i sondaggi la davano in continua discesa. Ma la pandemia da coronavirus ha cambiato tutto. La gestione visibilmente efficiente della crisi da parte del governo tedesco, la tendenza del consenso popolare a coagularsi attorno a un leader nei momenti più difficili, e qualche dichiarazione efficace diventata virale hanno fatto crescere la popolarità della cancelliera Merkel.

Merkel ha già sfruttato il momento favorevole trovando un compromesso col presidente francese Emmanuel Macron diventato la base per il Recovery Fund, il principale strumento europeo per contrastare la crisi economica dovuta alla pandemia. Ma adesso Angela Merkel, presidente di turno dell’Ue, capitalizzerà il suo consenso quando dovrà essere presa una decisione sugli aiuti europei per far fronte alla crisi nel prossimo Consiglio europeo del 17-18 luglio.

Per la ripresa post-Covid, la Germania spingerà affinché venga trovato il prima possibile un accordo sul quadro finanziario pluriennale, su Recovery fund e Next Generation. Punto fermo: 500 miliardi a fondo perduto per i Paesi più colpiti. Enfasi alla Politica Agricola Comune per garantire il futuro delle aree rurali e rafforzare l’approviggionamento regionale che la crisi Covid ha messo in rilievo. E produrre più medicinali in Europa, dipendente al 90% da prodotti extra-Ue.

La Germania punta anche allo sviluppo di un quadro europeo per salari minimi e redditi minimi garantiti, e dopo Sure, la riassicurazione europea contro la disoccupazione, soprattutto giovanile, vuole garantire la parità tra donne e uomini nel trattamento economico del lavoro, promuovere più donne in posizioni dirigenziali e lottare contro la violenza di genere.

Nella verifica del Patto di stabilità e di crescita la Germania punta a un ruolo centrale della sostenibilità delle finanze pubbliche, per avere spazio di manovra per affrontare le crisi. La Germania si impegna per introdurre a livello europeo la tassa sulle transazioni finanziarie e una più efficace lotta all’evasione fiscale. E per più progressi su Unione bancaria, Mercato dei capitali unico e Unione finanziaria digitale.

Un altro obiettivo importante è quello di portare avanti il Green Deal Europeo e gli investimenti sostenibili. E sulla riduzione delle emissioni di CO2, finalizzare la legge europea sul clima. La Germania si prodigherà per una concorrenza leale nella prevenzione delle emissioni di CO2 e la validità giuridica del conseguimento della neutralità climatica entro il 2050.

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