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Arrivo in Italia da Paesi extra Schengen: tutte le regole da seguire

Il nostro Paese manterrà durante l’estate l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dalle 14 nazioni della lista approvata dagli Stati membri

«La situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi». Queste le parole del ministro della Salute Roberto Speranza pochi giorni dopo la firma dell’ordinanza con la quale l’Italia mantiene misure più restrittive per i viaggi dai Paesi extra Schengen anche da e per i 14 paesi della lista approvata dagli Stati membri dove non sono compresi Usa, Russia e Brasile.

L’Italia ha scelto la linea della massima prudenza, mantenendo isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra Schengen. La misura si applica anche ai cittadini dei 14 Paesi individuati dall’Ue nella cosiddetta “lista verde” ossia Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. Non sarà più necessario tuttavia giustificare le ragioni del viaggio. Per i Paesi extra Schengen diversi dalla lista verde i viaggi potranno essere effettuati – oltre che per lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione – anche per motivi di studio.

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I cittadini Ue, gli stranieri residenti in un Paese Ue e i loro familiari (coniugi, uniti civilmente, partner convivente di fatto, figli a carico di età inferiore a 21 anni, ascendenti a carico) possono liberamente entrare nel territorio italiano, senza necessità di giustificare le ragioni del viaggio. Ma se provengono da Paesi diversi dall’Ue da quelli dell’accordo di Schengen da Regno Unito, Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco, San Marino e Città del vaticano sono soggetti alla quarantena.

L’obbligo di isolamento fiduciario non si applica a cittadini Ue o di Paesi Schengen membri di equipaggio di mezzi di trasporto, personale viaggiante, chi entra per comprovati motivi di lavoro, personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie ma anche lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa, personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 120 ore. Senza quarantena i movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano e per funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni (diplomatici italiani e militari delle missioni in Paesi extra Ue che rientrano sono invece soggetti a quarantena). Senza isolamento anche alunni e studenti che frequentano corso di studi in Stato diverso da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana e per chi si ferma in Italia (fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza. Esentati anche i passeggeri in transito aeroportuale; in transito di durata non superiore a 36 ore totali per raggiungere il proprio Paese di residenza.

L’obbligo di quarantena scatta immediatamente dopo l’ingresso in Italia. È consentito solo fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). È consentito il transito aeroportuale: chi entra in Italia per via aerea in Italia può prendere, senza uscire dall’aeroporto, un altro aereo per qualsiasi destinazione nazionale o internazionale. È consentito il noleggio di autovetture e l’utilizzo di taxi o il noleggio con conducente. Inoltre chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare fino a 120 ore l’inizio dell’isolamento fiduciario. Il rinvio deve essere motivato dalle esigenze che hanno giustificato l’ingresso in Italia.

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