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Il Recovery Fund che scontenta i sovranisti

In Italia e Olanda sono i partiti di destra i più delusi per l’accordo raggiunto dal Consiglio europeo sugli aiuti post-Covid. Per Salvini si tratta di una «resa senza condizioni», mente l’olandese Wilders parla di accordo troppo generoso verso gli italiani «che non pagano le tasse»

Mentre l’Italia e l’Europa esultano per l’accordo sul Recovery Fund, Matteo Salvini e il fronte dei sovranisti di destra europei si compatta nel criticare il piano che prevede un importo complessivo di 750 miliardi di euro, con 390 miliardi di euro in sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti, pensato per sostenere i Paesi più duramente colpiti dalla crisi economica generata dal coronavirus.

Per Matteo Salvini si è di fronte ad una resa incondizionata e parla dei accordo su un «super Mes»: «Stiamo parlando di soldi prestati che arriveranno se va bene fra un anno, solo e soltanto se l’Italia farà le riforme in pensioni, lavoro, giustizia, sanità e istruzione richieste dall’Ue. Tradotto: ti presto dei soldi se torni alla legge Fornero e se metti una patrimoniale. Noi vigileremo perché così non sia. Va restituito coi versamenti annui che l’Italia versa all’Ue. Non c’è nessun regalo per nessuno, è un prestito. È una senza condizioni alle scelte della Commssione».

«Una parte di questo stanziamento – aggiunge l’ex ministro – verrà deciso nel 2023. Il problema di oggi è che stiamo chiedendo a 4 milioni di partite Iva di versare 8 miliardi di tasse. Abbiamo letto Renzi, Monti, Conte, tutti gli eurofelici di quello che accadrà nei prossimi anni ma tornando sul pianeta Terra ci sono i semplici e umili italiani che hanno problemi adesso. Se i risultati sono un prestito da restituire integralmente e da usare solo a patto di ulteriori tagli e sacrifici, non mi sembra esattamente una svolta epocale».

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Il Recovery Fund scontenta anche il suo alleato olandese Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà, secondo cui invece il piano sarebbe fin troppo generoso con l’Italia. Wilders ha rinfacciato al cancelliere Rutte di essersi rimangiato la promessa di non concedere denaro agli italiani, che sono «tre volte più ricchi degli olandesi e lì difficilmente pagano le tasse. Ora saremo noi a pagarli, grazie alle ginocchia deboli di Rutte».

Anche l’altra alleata di Salvini, Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha puntato il dito contro il Recovery Fund e ha accusato il presidente francese Emmanuel Macron, di aver sottoscritto «l’accordo peggiore per la Francia nella storia della Ue! Ha sacrificato il nostro futuro e la nostra indipendenza, per proteggere il suo ego».

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