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Dalla Cig alla scuola: a cosa serviranno i 25 miliardi dello scostamento di bilancio

La nuova richiesta di deficit aggiuntivo, la terza dall'inizio della pandemia, occorre, tra le altre cose, a estendere la cassa integrazione, consentire un alleggerimento delle scadenze fiscali per le imprese e stanziare nuove risorse per i comuni

Sale a 25 miliardi la richiesta di deficit aggiuntivo che il governo si appresta a presentare alle Camere. In Consiglio dei Ministri è stato approvato il terzo scostamento di bilancio da quando è iniziata la pandemia di coronavirus, dopo i 20 miliardi del dl Cura Italia e i 55 miliardi del decreto Rilancio. Secondo quanto si legge nel comunicato diffuso alla fine del Consiglio dei ministri, le risorse serviranno per prorogare la cassa integrazione, sostenere le imprese, far ripartire la scuola.

La Cassa integrazione dovrebbe essere prorogata di altre 18 settimane, ma potranno accedere solo le aziende colpite dalla crisi post-Covid, quelle cioè che hanno registrato un calo del fatturato del 20%. Ci saranno poi anche incentivi per gli imprenditori che richiamano i lavoratori: chi rinuncerà alla Cig potrà contare su una decontribuzione del 100%. Per finanziare la nuova cassa integrazione Covid serviranno tra i 6 e gli 8 miliardi. Un’altra misura prevista che riguarda il lavoro dovrebbe essere la proroga del blocco licenziamenti, attualmente in scadenza. Il piano è estendere il blocco fino alla fine dell’anno, ma anche qui solo per le aziende colpite dalla crisi. Si potranno invece prorogare i contratti a termine senza necessità di causali.

Novità anche sul fronte tasse per le imprese. Dovrebbe essere approvata una misura che permetterà una rateizzazione più lunga delle tasse sospese da marzo a maggio. Parte dei pagamenti delle tasse dovute potrebbe slittare al 2021. Come annunciato dal ministro dell’Economia. Roberto Gualtieri, il governo intende “alleggerire” i versamenti delle tasse rinviate a settembre per le imprese più colpite con una sforbiciata che dovrebbe valere circa 4 miliardi e una rimodulazione delle scadenze. Un anticipo della riforma in cantiere che punta a riscrivere il calendario dei versamenti per le partite Iva, superando il meccanismo degli acconti e dei saldi e con una diluizione nel corso dell’anno degli importi da versare calcolati in base a quanto effettivamente incassato.

Dei 25 miliardi, 1,3 andrebbero alla scuola per garantire il rientro in presenza in sicurezza, ma i dettagli sono ancora da definire. Così come sono da definire gli aiuti al settore turismo e a quello dell’auto che pure dovrebbero essere previsti. Sul piatto ci sono poi gli ulteriori 2,8 miliardi da destinare alle regioni per coprire il buco delle entrate e circa 2 miliardi per i comuni.

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