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Coronavirus, quarantena per chi arriva da Romania e Bulgaria

Il ministro della Salute Speranza ha firmato l’ordinanza. Si tratta della prima volta, dalla riapertura delle frontiere, che due Paesi Ue vengono esclusi dalla libera circolazione

In Italia scatta la quarantena per chi arriva da Romania e Bulgaria. Lo ha annunciato su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria». Si tratta della prima volta, dopo la riapertura delle frontiere il primo luglio, che due Paesi dell’Unione europea vengono esclusi dal regime di libera circolazione.

«Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione», ha affermato Speranza, che ha incontrato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per una verifica del quadro epidemiologico a livello internazionale.

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La decisione di imporre la quarantena a chi è stato in Romania e in Bulgaria arriva dopo i recenti focolai scoperti nel nostro Paese. Nei Balcani a preoccupare è, infatti, soprattutto la Romania, dove nelle ultime ore è stato toccato un nuovo picco di contagi giornalieri da coronavirus con 1.112 casi, mentre il totale sale a 41.275. Altri 25 decessi hanno invece portato a 2.126 il numero totale delle vittime.

L’ingresso in Italia dall’estero prevede una serie di limitazioni che di fatto suddividono i paesi di provenienza in 4 fasce. La prima riguarda quelli dell’area Schengen (quelli Ue, più Svizzera, Norvegia e Islanda) per i cui cittadini vige la libera circolazione. Gli arrivi da altri stati extra Ue, (a cui adesso si aggiungo due Paesi Ue, Romania e Bulgaria), è consentita solo per ragioni di lavoro o salute ma permane l’obbligo di quarantena fiduciaria. Fa eccezione un elenco di 12 nazioni per le quali l’ingresso è libero. Si tratta di Marocco, Algeria, Tunisia, Georgia, Canada, Uruguay, Thailandia, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Ruanda. Porte aperte anche dalla Cina ma solo se rispetterà il criterio di reciprocità. Ed, infine, c’è la lista dei 16 Paesi considerati a rischio per i quali è vietato ogni genere di arrivo: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

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