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«Crescita zero per i prossimi 5 anni»: le previsioni di Fitch per l’Italia

Le nuove proiezioni dell'agenzia di rating mostrano che il «Pil di 10 Paesi sviluppati resterà nel 2025 di circa il 3%-4% al di sotto del trend pre-virus». E gli scenari per l'Italia non sono affatto positivi

L’impatto della crisi economica provocata dal coronavirus sul Pil delle 10 maggiori economie avanzate, tra cui l’Italia, nel 2020 «continuerà a farsi sentire per gli anni a venire» tanto che i livelli di prodotto interno lordo «dovrebbero rimanere circa il 3%-4% al di sotto del trend registrato pre-virus entro la metà di questo decennio». In questo contesto, l’Italia si ritroverà al termine del quinquennio 2020-2025 con un saldo di crescita zero.

Ad annunciare questo scenario cupo, impensabile fino allo scorso febbraio, è stata Fitch Ratings in un nuovo report denominato “Coronavirus Gdp Impact to Persist in Medium Term”. Nel documento, l’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating ha spiegato che «enormi incertezze circondano le prospettive economiche all’indomani del forte shock registrato nella prima metà del 2020». Secondo l’analisi di Fitch, la recessione provocata dall’emergenza sanitaria avrà «un impatto durevole sul Pil», ben oltre i due anni e mezzo prospettati dalla stessa agenzia in precedenza. Dalle nuove proiezioni di base emerge che il nostro Paese si ritroverà al termine del quinquennio 2020-2025 con un saldo di crescita zero. Il Pil italiano dovrebbe contrarsi dello 0,4% tra il 2020 e il 2022 per poi segnare un + 0,3% tra il 2023 e il 2025.

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Fitch prevede, inoltre, che il Pil negli Usa torni ai livelli pre-Covid entro la metà del 2022 mentre nella zona euro entro la fine dello stesso anno. Questo nel caso che l’epidemia si fermi e non ci siano nuovi picchi dei contagi. Le prospettive per le economie avanzate nei prossimi cinque anni sono, infatti, giudicate «altamente incerte» alla luce dell’andamento della pandemia. Da una parte, infatti, c’è timore per i nuovi focolai di contagio che potrebbero causare ulteriori lockdown, dall’altra vi sono nuove scoperte sul fronte dei vaccini e di un loro possibile utilizzo già dall’autunno, eventualità che potrebbe scongiurare una seconda ondata di Covid-19.

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