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C’era una volta la mascherina: un italiano su 4 non la usa

Da un'indagine di Coldiretti/Ixé emerge un certo rilassamento nel rispetto delle regole di sicurezza. Intanto, dalla Campania alla Lombardia scattano le sanzioni per chi non indossa i dpi

Controlli e prevenzione sul territorio sono le parole chiave nella prima estate italiana con il coronavirus. Perché le regole anti-Covid vanno rispettate ancora: «Uso della mascherina nei luoghi chiusi, distanziamento e divieto di assembramento, lavaggio frequente delle mani restano fondamentali anche in questa fase profondamene diversa da quella del lockdown», ricorda il ministro della Salute, Roberto Speranza. Eppure le mascherine sono cadute in disuso, troppo spesso dimenticate, come se non servissero più.

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Più di un italiano su quattro (27%) non indossa la mascherina o lo fa raramente senza curarsi del pericolo di contagio e senza rispettare le misure di sicurezza imposte dalla pandemia. Emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sull’estate ai tempi del coronavirus che evidenzia una tendenza ad abbandonare alcune delle “buone pratiche” che durante il lockdown e nelle primissime settimane successive erano adottate dalla pressoché totalità del Paese, dall’utilizzo delle protezioni per il viso al distanziamento di almeno un metro, dal divieto di assembramenti al rispetto di norme igieniche fondamentali a partire da lavaggio delle mani.

E si moltiplicano le ordinanze delle regioni con rigide sanzioni per chi non usa le mascherine nei luoghi pubblici. Il primo governatore a usare la linea durissima contro chi non usa i dispositivi di protezione individuale nei locali pubblici chiusi è stato il campano Vincenzo De Luca: la sua nuovissima ordinanza dispone multe fino a mille euro per chi non indossa la mascherina laddove è obbligatoria. E a pagare in Campania saranno anche i negozi: se non rispetteranno l’obbligo di mascherina rischieranno persino la chiusura. A seguire l’esempio della Campania è Milano, dove tredici persone sono state sanzionate perché erano in metropolitana senza mascherina: la contravvenzione è di 400 euro, che scendono a 280 se pagata entro cinque giorni. Ma anche centri di dimensioni ben più limitate come Limone Piemonte, dove chi rinuncia alla protezione rischia di pagare fino a 500 euro. Nel mirino dei controlli soprattutto bar e locali che a Bari (4 gli esercizi sanzionati) come a Ischia vengono puniti se non fanno rispettare le regole al personale a contatto con la clientela.

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