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Trump valuta il rinvio delle presidenziali Usa: «Sarà un voto truccato»

Il presidente americano ipotizza elezioni posticipate per il timore di frodi dovute al voto per corrispondenza imposto dalla pandemia. Ma non ha il potere di farlo

Sarà che i sondaggi non sono favorevoli per l’inquilino della Casa Bianca, sarà che il voto per corrispondenza sembrerebbe favorire i Democratici, come scrive il New York Times, ma l’annuncio di Donald Trump di un possibile rinvio delle elezioni presidenziali del 3 novembre 2020 ha colto tutti di sorpresa. La proposta del presidente americano arriva via Twitter: «Una elezione dove si vota esclusivamente per posta sarebbe inaccurata e fraudolenta. Un grande imbarazzo pere gli Stati Uniti. Non sarà il caso di posticipare le elezioni fin quando si potrà votare in modo corretto e sicuro???».

Trump non ha portato prove a sostegno della sua ipotesi secondo la quale il voto via posta potrebbe portare a vaste frodi elettorali. Il voto per corrispondenza, fortemente sponsorizzato dai democratici, ha dimostrato durante le primarie di abbattere il dato relativo all’astensione. Ma, soprattutto, sarebbe un modo per evitare gli assembramenti ai seggi e non contribuire alla diffusione del coronavirus negli già martoriati Stati Uniti.

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Il presidente degli Stati Uniti, secondo un’analisi condotta dal Washington Post, non ha il potere di rinviare le elezioni, questa prerogativa spetta al Congresso. Secondo quanto riportato dal sito Axios, che cita il National Constitution Center, molti Stati avrebbero la possibilità di posporre un’elezione in caso di emergenza: ma il rinvio di un’elezione presidenziale sarebbe senza precedenti. Non si tratta dunque di una azione reale e imminente, ma l’ennesima provocazione di un leader in caduta libera nei sondaggi, indietro di almeno otto punti rispetto all’avversario Joe Biden, e che probabilmente cerca di mettere le mani avanti screditando, fin da ora, il risultato elettorale.

La frase di Trump arriva nel giorno in cui l’economia statunitense registra la più grave flessione dai tempi della Grande depressione: il Pil americano è crollato, nel secondo trimestre del 2020, perdendo il 32,9%. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha avvisato Casa Bianca, Congresso, governatori e imprese: «La strada per la ripresa è molto lunga, avremo una lunga coda di disoccupati che lotteranno per riconquistare un posto». Da febbraio a fine luglio 14 milioni di persone hanno perso l’impiego. «Fino a che il virus non sarà sotto controllo -sottolinea Powell – non ripartiranno i consumi, gli investimenti e quindi non comincerà la risalita».

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