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Migranti, intesa tra Lamorgese e maggioranza sul nuovo testo del Dl sicurezza

Il nuovo testo modifica i decreti firmati dall’ex ministro dell’Interno Salvini: via le multe milionarie per le Ong, torna la possibilità di iscriversi all’anagrafe comunale per i richiedenti asilo

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e gli esponenti della maggioranza hanno trovato l’accordo sul nuovo testo che modifica di fatto i decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini. E lo fanno poche ore dopo il via libera del Senato all’autorizzazione a procedere per il leader della Lega per la vicenda Open Arms. Il testo sarà sottoposto all’attenzione delle autonomie locali, ma per l’approvazione in Consiglio dei ministri se ne riparlerà a settembre.

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Tra le novità anche la cancellazione delle multe milionarie alle navi Ong. Secondo il decreto sicurezza, oggi in vigore, infatti, è prevista una sanzione da un minimo di 150mila euro a un massimo di un milione di euro per il comandante della nave «in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane». Inoltre, come sanzione aggiuntiva, è stabilito anche il sequestro della nave. Possibile, per il comandante, anche l’arresto in flagranza nel caso in cui incorre nel «delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra, in base all’art. 1100 del codice della navigazione».

Il nuovo testo avrà poi un allargamento della possibilità di accedere alla protezione umanitaria, di fatto negata dal primo decreto sicurezza che aboliva questa forma di aiuto, una delle tre possibili per i richiedenti asilo insieme all’asilo politico e alla protezione sussidiaria, sostituendola con una serie di “permessi speciali” della durata di un anno.

L’intesa punta poi alla revisione del sistema di accoglienza Siproimi e dà la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale. Proprio su questo ultimo punto recentemente si è pronunciata la Corte costituzionale dichiarando «irragionevole lo stop all’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo» in quanto «non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza» e soprattutto provoca una «disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti».

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