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Coronavirus, stretta del governo sulla movida: chiuse le discoteche e obbligo di mascherine all’aperto dalle 18 alle 6

L’ordinanza del ministro Speranza è valida fino al 7 settembre. Vietato ballare in lidi, stabilimenti, spiagge libere e attrezzate, alberghi. Indennizzi agli operatori, ma il sindacato del settore potrebbe ricorrere al Tar

Alla fine la stretta sulla movida è arrivata. Il governo ha deciso di sospendere tutte «le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico» fino al 7 settembre. Sarà riconosciuto un aiuto alle imprese del settore. Previsto anche l’obbligo di mascherine dalla 18 alle 6 di mattina nei luoghi e locali aperti al pubblico e negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) dove è più facile formare assembramenti.

«C’è una ripresa dei casi significativa, anche alla luce dei contagi nel contesto europeo». Così il ministro Speranza ha motivato, durante il vertice, la decisione della chiusura: «Diamo un segnale al Paese che bisogna tenere alta l’attenzione». Il ministro Boccia tiene però a sottolineare che «restiamo uno dei Paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria«, una «condizione non causale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi, ma bisogna limitare al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili».

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L’aumento dei casi dopo il week end di ferragosto, la crescita costante dei numeri, i ragazzi ricoverati in condizioni severe spaventano il governo. Che ha deciso di non aspettare oltre. E, nella riunione con i governatori convocata dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, ha concordato la di vietare i balli nelle discoteche, nei lidi e nelle sale da ballo. Nell’ordinanza è chiarito che non sono ammesse deroghe regionali alla normativa nazionale se non «in termini più restrittivi». Ai gestori dei locali verrà fornito un sostegno economico. Sul tavolo per il momento ci sono 100 milioni di euro.

Nell’ordinanza il governo ha deciso anche una nuova stretta sull’uso della mascherina che «dalle 18 alle 6», su tutto il territorio nazionale. La mascherina torna obbligatoria anche «all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti». Nei luoghi della movida sarà quindi obbligatorio indossare la mascherina.

Molto critico sulla decisione del governo il Sindacato dei locali da ballo (Silb), che aveva parlato di «4 miliardi di fatturato a rischio» in caso di chiusura e che si prepara a un ricorso al Tar. «La conferenza Stato-Regioni decreta la chiusura delle attività di intrattenimento. Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi. Non ci sentiamo responsabili», ha detto Maurizio Pasca, Presidente di Silb Fipe. «Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte. La discoteca è un grandioso capro espiatorio». Dura la reazione anche del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha definito «folle» la mossa del governo, accusandolo di «prendersela con i ragazzi», mentre altre forze politiche — non solo della maggioranza parlamentare — hanno appoggiato la scelta dell’esecutivo.

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