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«Le discoteche restano chiuse»: ricorso respinto dal Tar del Lazio

Il divieto di ballo nelle discoteche e locali prosegue come imposto dall’ordinanza del ministro Speranza. Il Tribunale amministrativo regionale ha ribadito che l’interesse dei gestori è secondario rispetto alla salute pubblica

Il Tar del Lazio ha detto no alla richiesta di riaprire le discoteche. La decisione di chiudere i locali da ballo, dopo i contagi avvenuti soprattutto tra i giovani, era stata presa all’indomani di ferragosto con un’ordinanza del ministro della Salute, in tema di misure urgenti per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che aveva anche introdotto l’obbligo di mascherina dalle 18 alle 6 nei luoghi pubblici dove c’è il rischio di assembramenti.

Lo ha deciso il presidente della terza sezione quater del Tar del Lazio con un decreto monocratico con il quale ha respinto una richiesta di sospensione cautelare urgente proposta dal Silb-Fipe-Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. Già fissata il 9 settembre l’udienza in camera di consiglio per la valutazione collegiale del ricorso.

Secondo il Tar «nel bilanciamento degli interessi proprio della presente fase del giudizio, la posizione di parte ricorrente risulta recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto» e «tale interesse costituisce l’oggetto primario delle valutazioni dell’Amministrazione, caratterizzate dall’esercizio di un potere connotato da un elevato livello di discrezionalità tecnica e amministrativa in relazione alla pluralità di interessi pubblici e privati coinvolti e all’esigenza di una modulazione anche temporale delle misure di sanità pubblica nella prospettiva del massimo contenimento del rischio».

Quindi per ora le piste da ballo di discoteche e locali restano chiuse, e così sarà fino al 7 settembre, come previsto dall’ordinanza, se il divieto non verrà prorogato. Due giorni dopo, il 9 settembre, il Tar valuterà la legittimità del provvedimento.

Dura la reazione dei gestori delle discoteche, con Maurizio Pasca, presidente del Silb-Filp, che ha commentato: «Ora prolifererà l’abusivismo». Fenomeno che secondo Pasca già veniva incentivato dall’ordinanza di Roberto Speranza, come dimostrerebbero diversi video in suo possesso, «centinaia» dice, di feste abusive in ville «che sfuggono a ogni controllo. In un filmato con giovani – ha aggiunto all’Ansa – che addirittura si dichiarano positivi al Covid».

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