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«La Russia dietro la vittoria di Trump nel 2016»: le conclusioni del Senato Usa sul Russiagate

Il rapporto della Commissione intelligence, il primo bipartisan, conferma le interferenze del Cremlino nella campagna per le presidenziali

A meno di di tre mesi dalle presidenziali negli Stati Uniti arriva un rapporto del Senato, il primo bipartisan, a fare chiarezza sulle passate elezioni. Nel 2016 c’è stata una grande rete di contatti tra la Russia di Putin e diversi consiglieri della campagna elettorale di Donald Trump per interferire sul voto a favore dell’attuale presidente. Il cosiddetto Russiagate non è un’invenzione dei media, non «una caccia alle streghe» come l’ha definita più volte il presidente, ma una precisa strategia coordinata da Mosca che, attraverso agenti segreti e funzionari del governo russo, ha cercato di sabotare il risultato elettorale per portare Donald Trump alla Casa Bianca.

Come per l’indagine condotta dal procuratore speciale Robert Mueller (ex capo del Fbi) anche il nuovo rapporto del Senato non ha una conclusione che condanna la campagna di Trump come responsabile di una cospirazione insieme a una potenza straniera ma ha le prove che «i legami fossero molto più estesi e preoccupanti di quanto fosse stato pubblicamente noto».

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Il rapporto della commissione Intelligence del Senato, di circa mille pagine, mostra ampie prove dei contatti tra i collaboratori di Trump e persone legate al Cremlino, compreso Paul Manafort, che per alcuni mesi è stato presidente dello staff elettorale dell’attuale presidente, e Konstantin Kilimnik definito come «un agente dell’Intelligence russa». Kilimnik è anche collegato agli hacker dei servizi segreti russi e all’operazione per diffondere materiale sottratto ai democratici e alla campagna di Hillary Clinton.

Il rapporto si basa sulle dichiarazioni di oltre 200 testimoni e la revisione di oltre un milione di documenti. L’indagine del Senato ha scoperto che altre due persone che si sono incontrate alla Trump Tower nel 2016 con stretti consiglieri della campagna di Trump: il genero del presidente Jared Kushner e il figlio maggiore Donald Trump Jr. avevano «legami significativi con il governo russo, compresi i servizi segreti russi».

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